Slug Guts - Howlin’ Gang

2011 (Sacred Bones)
bluesy post-punk, desert-rock
Australiani di Brisbane, gli Slug Guts rievocano scenari sinistri e ombrosi, in bilico tra post-punk, garage-blues e desert-rock. Dopo “Down On The Meat”, esordio risalente a un un paio di anni fa, la band entra nelle grazie della Sacred Bones, che a febbraio di quest’anno rilascia il loro secondo lavoro, aperto dai toni cupi e ossessivi della coppia “Howlin’”/”Cold Bones”. A dominare la scena, oltre al timbro tagliente della chitarra (finanche scintillante in “Town Tied”), è la voce insieme algida e baritonale, mentre basso e batteria costruiscono tappeti solidissimi che in qualche occasione lasciano intravedere accenti jazz. Il taglio ispido e più punk di “Chrome Crucifix”, “Praggin’ The Cowboy” e “Spring Hill Lair” fa sempre a gara con la loro tenebrosa anima blues e, naturalmente, il Nick Cave di un tempo (si ascoltino, per dire, “Hangin’ In The Pisser”, “Ma” e “Wild Country”) è sicuramente stampato su qualche poster che fa bella mostra di sé nella loro sala prove. Spazio anche per un paio di torbide ballad (“Down In The Mornin’ Sun” e “Angie”).
Complessivamente, un ascolto discreto, buono soprattutto per ricordarsi di ripescare tanti altri dischi. 

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