Gudrun Gut

Wildlife

2012 (Monika) | abstract electronica

Gudrun Bredemann è uno degli storici pesi massimi dell’underground berlinese. Camaleontica, versatile e spregiudicata, la Gut compariva sulla scena culturale dell’allora capitale divisa al fianco degli Einstürzende Neubauten, staccandosene quasi subito per inseguire il suo ideale artistico, fusione di spirito punk e femminismo, con un lungo curriculum di band e progetti tutti al femminile. 
Negli anni Gudrun Gut è diventata uno dei personaggi più influenti e stimati della metropoli tedesca, non tanto per i suoi frutti musicali quanto per la sua intensa attività manageriale (fonda due etichette importantissime come la Monika e la Moabit), di organizzatrice di eventi, dj e conduttrice radiofonica. 

“I Put A Record On” nel 2007 rilanciò anche la sua carriera discografica, ormai inserita a pieno titolo nel filone più avanguardistico dell’elettronica krauta, passando nel 2009 dall’importante sodalizio artistico con Agf in “Baustelle”. Spente ormai da tempo le cinquanta candeline, Gudrun Gut è ancora la macchina da guerra di sempre e “Wildlife” ne è l’ennesimo sfoggio.
Registrato nella sua casa di campagna, ad alcuni chilometri da Berlino, “Wildlife” abbandona l’impalcatura beat-oriented del predecessore lasciando spazio a strutture astratte e minimaliste che conservano l’umore rilassato e sensuale delle sue produzioni lounge.

Nel trecentesimo anniversario della nascita di Jean-Jacques Rousseau, “Wildlife” intende celebrare la natura selvaggia in tutte le sue forme, una natura popolata dal verde di un giardino esuberante – l’ottimo singolo “Garten” – da gelide forme sensuali (“How Can I Move”, “Tiger”), echi della città industriale lontanissima (“Frei Sein”), soffici astrazioni ambient-glitch (“Little Nothing”), battiti sinuosi (“Erinnerung”) e anche una cover a sorpresa (“Simply The Best”, indovinate di chi?). 

“Wildlife” è un disco che si fa ascoltare con piacere, fluisce tra gioie electro di discreta caratura, intercalando però allo stesso tempo un buon numero di evitabilissimi sbadigli e un’algidità a tratti eccessiva che impigriscono e rallentano l’ascolto a un orecchio distratto.
In ogni modo, thumbs up per il ritorno più che dignitoso di un’artista di classe.

(18/09/2012)

  • Tracklist
  1. Protecting My Wildlife
  2. Garten
  3. How Can I Move
  4. Simply The Best
  5. Tiger
  6. Frei Sein
  7. Little Nothing
  8. Erinnerung
  9. Mond
  10. Leaves Are Falling
  11. Slow Snow
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