Purity Ring

Shrines

2012 (4AD) | dream synth-pop

Eh sì, sembra proprio ci sia un gran bisogno di hype! Non di speranze, non di stabilità: proprio di hype! Nomi che vanno e che vengono, qualche canzoncina bellina e tutta truccata, un po' di marasma mediatico e poi... tanti saluti: fuori dalle scatole, avanti il prossimo!
A questo giro è la volta dei canadesi Purity Ring. Cosa fanno? Beh, synth-pop molto dreamy, in cui la voce di Megan James rilascia echi di virginea fanciullezza (del resto, l'"anello della purezza" rappresenta proprio la promessa a Dio di restare casti fino al matrimonio...) dentro le imbolsite architetture sonore di Corin Roddick. Un susseguirsi di brani tanto accattivanti quanto insulsi, lavorati con lo stampino della banalità e con l'orecchio ben rivolto al gusto medio dell'ascoltatore (medio anch'esso...), infottato per la catena di montaggio degli artigiani della musica di plastica.

Rispondere in massa dovrebbe essere un dovere, anche perché l'omogeneità qualitativa dei brani assicura un ascolto rilassato, poco problematico. Son dunque queste, le sintetiche sorti e regressive dell'odierna musica in cui tutto è effimero, fugace, provvisorio. E per non mostrarsi scioperati, i due baldi giovincelli canadesi (lei ventiquattro anni, lui ventuno) hanno scritto e registrato per voi "ninne nanne per club" (così le definisce la press release, ne prendiamo atto).
Grazie mille!

(06/07/2012)

  • Tracklist
  1. Crawlersout
  2. Fineshrine
  3. Ungirthed
  4. Amenamy
  5. Grandloves
  6. Cartographist
  7. Belispeak
  8. Saltkin
  9. Obedear
  10. Lofticries
  11. Shuck


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