Electric Prunes

Mass in F Minor/Release Of An Oath

2013 (Morello/Cherry Red) | psychedelic rock

Gli Electric Prunes furono uno di quei gruppi che scrissero le pagine maggiori della stagione psichedelica americana e furono anche tra coloro che incontrarono i maggiori favori del pubblico e ad avere una risonanza internazionale, pure in Italia, tanto che uno dei nostri gruppi beat più “arrabbiati” , i Corvi, fecero una cover di uno dei loro pezzi più celebri, “I Had Too Much To Dream Last Night”, che in italiano diventò “Sospesa Ad Un Filo” (quindi, neanche una traduzione maccheronica).
Quel pezzo dei Prunes non fu però il loro unico cavallo di battaglia. I primi due album presentavano un energico garage-rock a tinte acide e pieno zeppo di effetti psichedelici, in parte dovuti al produttore David Hassinger (colui che tenne a battesimo i Grateful Dead e che fece da tecnico del suono per i Jefferson Airplane).

Per il terzo album degli Electric Prunes, Hassinger pensò di chiamare l’eccentrico produttore e arrangiatore David Axelrod, che era solito lavorare con artisti jazz legati alla Capitol (per esempio, con il bandleader Stan Kenton negli anni Sessanta) e che in proprio produceva strani album dove si riscontravano influenze alla Burt Bacharach e Quincy Jones, insieme ad elementi classici e jazz. Axelrod scrisse e arrangiò per i Prunes la nota “Mass in F Minor”, che uscì per la Reprise nel 1968 (non dimentichiamo che quello era il periodo delle “messe beat” e che pure un eclettico jazzista come Enrico Intra scrisse in quegli anni la “Messa d’Oggi”). Il responso del pubblico fu buono, anche grazie all’inserimento del primo movimento della “Messa”, il “Kyrie”, nella colonna sonora di uno dei manifesti della “New Hollywood”, “Easy Rider” (1969), diretto e interpretato dal compianto Dennis Hopper.
Tutto l’album è un pionieristico esperimento, seppur ingenuo in più punti, di fusione tra una miscellanea di archetipi musicali medievali con la musica psichedelica. Sebbene non tutta la critica elogiò questo disco, reputandolo pretenzioso e naif, è innegabile il fascino arcano e mistico che è racchiuso tra i suoi solchi.

I sei movimenti rispecchiano fedelmente quelli classici della liturgia cattolica, dal famoso “Kyrie”, l’inno lisergico per eccellenza di tutta l’opera, caratterizzato dai fuzz acidi di chitarra, all’organo chiesastico che funge da incipit nel “Gloria”, che sfocia in una jam session psichedelica, al canto gregoriano unito alle partiture orchestrali del “Credo” fino ai conclusivi “Sanctus” (che racchiude addirittura influenze dei western di Morricone), “Sanctus” (un inno di invocazione che ha del trascendente) e all’"Agnus Dei", con le sue dissonanze “free-form”.

Visto il successo di questo disco, Hassinger chiese ad Axelrod di lavorare con gli Electric Prunes per un altro album, “Release Of An Oath”, che uscì infatti pochi mesi dopo la “Messa”, sempre nel 1968 per la Reprise.
Questa volta si tratta di un oratorio religioso, ma le trame musicali sono assai più semplici e normali e molto meno psichedeliche, diciamo più accomunabili ai dischi solisti di Axelrod che a quelli dei Prunes. Il long-playing (che è tutto tranne che “long”, visto che dura a malapena venticinque minuti) non ebbe il successo sperato, benché non completamente disprezzabile. Ci sono ancora buone intuizioni, come nella seconda metà del disco: “Individual Confession”, “The Adoration” e “Closing Hymn” (che utilizzano tutte e tre la stessa melodia con opportune variazioni armoniche) sono le composizioni che più si riallacciano al precedente exploit musicale, seppur private delle stesse atmosfere magiche e mistiche. “Kol Nidre”, “General Confession” e i restanti brani sono delle buone canzoni, ma sono semplici canzoni ben arrangiate e nulla più.

Gli Electric Prunes, del resto, erano già morti, tanto che in nessuno di questi due album suona la formazione originale (cosa che accadeva abbastanza spesso ai gruppi psichedelici dell’epoca) e il loro ultimo album, “Just Good Old Rock’n’Roll” (Reprise 1969) è semplicemente da dimenticare.
La Cherry Red ha fatto, in questo caso, un buon lavoro di recupero, dato che il cd da poco uscito è venduto in serie economica. Il libretto però è miserello assai (“very cheap”, verrebbe da dire) e la masterizzazione non differisce troppo da quella delle precedenti versioni su Colloctor’s Choice. Comunque sia, rimanete all’erta, dato che la Rhino ristamperà a settembre tutti e cinque gli album degli Electric Prunes nel consueto box “Original Album Series”, dal rapporto qualità/prezzo vantaggiosissimo (presumibilmente in qualità sonora tipica della Rhino).

(22/08/2013)

  • Tracklist

Mass in F Minor

  1. Kyrie Eleison
  2. Gloria
  3. Credo
  4. Sanctus
  5. Benedictus
  6. Agnus Dei

Release Of An Oath

  1. Kol Nidre
  2. Holy Are You
  3. General Confessional
  4. Individual Confessional
  5. Our Father, Our King
  6. The Adoration
  7. Closing Hymn


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