Granturismo

Caulonia Limbo Ya Ya

2013 (Brutture Moderne) | calypso-punk

Caulonia è un ridente comune in provincia di Reggio Calabria, ma i Granturismo ci risultano essere di Cesenatico. Misteri della geografia, della toponomastica ed eventuali gemellaggi romagnolo-calabresi a parte, la domanda che ci ronza prepotentemente in testa è piuttosto un'altra: ma non ci bastavano I Grandi Animali Marini? Anzi, per onor di precedenza, non ci bastavano i Lombroso?
Anche a noi fanno sorridere quelle situazioni vintage color pastello da "Distanze" e "Dubbi Dubbi". E adoriamo anche il clima mediterraneo, anche se "Può Darsi Sia L'Autunno". Sì, ci piace ballare pensando che sia solo un "Meraviglioso Errore". Capiamo che qui ci sia la summa della voglia di restare adolescenti fino a trent'anni e magari anche oltre. Eppure si ha come l'impressione che di idee proprie ce ne siano veramente pochine. Le liriche come l'appeal musicale in generale ci lasciano spesso con il sospetto che i Granturismo (oltre a essere depositari di uno dei nomi più brutti che si abbia l'onere di ricordare) dovrebbero puntare più dritto a un songwriting incisivo e personale, senza starsi troppo a preoccupare di essere abbastanza contestualizzabili in chi sa quale contesto indie.

Irritante quanto una sigla del sabato sera Rai ("Domenica") e talvolta (volutamente?) banale oltre ogni buon senso Festivalbar-iero ("Vieni A Dormire Con Me"), il nuovo disco della band di Claudio Cavallaro parte come un treno beach-beat-rock-pop ("Me Ne Vado Al Mare"), per poi sfrecciare  verso altre dieci tracce che sfilano una dopo l'altra a bagno tra gli anni Sessanta e Settanta. Un disco che potrebbe anche scorrere fresco ed energico, se soltanto in Italia non si contassero almeno un'altra trentina di band simili - e senza bisogno di stare a menarla tanto con supposte influenze tropicali e concept più o meno fumosi ("Inno della Republica di Caulonia"). Uno per tutti: Marcilo Agro & Il Duo Maravilha, già nel 2005. Qui invece è tutto molto falò sulla spiaggia à-la Celentano (volendo fare un paragone tanto clemente quanto diverso dai soliti noti), ma con la Gibson Les Paul, per fare i fighi della situazione. E poi giù la solita pletora di clichè: l'escapismo, il mare, i primi amori e gli amori finiti, la crudeltà della provincia e dell'infanzia. Un gioco troppo scoperto che ha smesso ormai anche di stufare.

L'effetto generale è quello di una cover band che prova a scrivere pezzi in proprio. Per noi poi lo si può anche chiamare "calypso-punk", come si legge sulla loro pagina Facebook, come "improvisated-psych-space-weirdness", ma "Caulonia Limbo Ya Ya" resta un disco altalenante, assai spesso di medio(cre) livello e sostanzialmente privo di particolari motivi che spingano a sentirlo per più di una stagione sola - estiva possibilmente.

(11/03/2013)

  • Tracklist
1. Me ne vado al mare
2. Vieni a dormire da me
3. Meraviglioso Errore
4. Domenica
5. Canzone di parole
6. Inno della repubblica di Caulonia (mosso)
7. Può darsi sia l'autunno
8. Distanze
09. Dubbi Dubbi
10. Non essere visti
11. Inno della repubblica di Caulonia (adagio)
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