Andromeda Mega Express Orchestra

Live On Planet Earth

2014 (Alien Transistor) | orchestral jazz-rock

È musica che evita le secche della banalità della musica pop-rock, quella del compositore tedesco Daniel Glatzel. Da sempre innamorato del jazz da big band, dalla contaminazione classica e dalla libertà del free-jazz, il suo ensemble Andromeda Mega Express Orchestra aveva osato varcare i confini dell’hip-hop nel precedente album “Bum Bum”, con risultati eclatanti.
Con “Live On Planet Earth” il gruppo rimette tutto in gioco e ritorna all’antico progetto di jazz orchestrale dell’esordio. Si tratta di un album di musica inedita che scompone elementi classici e moderni senza apparente continuità stilistica, un collage di atmosfere e stili che viene tenuto insieme da una consapevolezza e una padronanza che è figlia sia del Frank Zappa orchestrale che della grande tradizione delle colonne sonore americane.

È un trip sonoro affascinante e raramente imbarazzante, quello che anima le sei tracce dell’album, che prende il via con toni oscuri e neoclassici (“Opening (Stimmung in G)”) per poi abbracciare la grande tradizione di Carl Stalling e delle sue musiche per la Warner Bros Cartoon (“Le Prétre Viré”) pur conservando quel rigore tipico del jazz teutonico. L’insieme potrebbe risultare per alcuni forse pretenzioso e troppo eccentrico, ma l’eclettismo di Glatzel e soci ha delle radici solide ed evita cadute di gusto, riuscendo a estrarre dal patchwork sonoro alcuni momenti incantevoli (il finale della già citata “Le Prétre Viré” e il raffinato gioco di stili di “W.A. Mozart Vs Random Generator”).
Senza alcun dubbio l’abbuffata di elettronica del precedente “Bum Bum” è riuscita a smuovere gli elementi più vetusti del sound dell’ensemble, al punto che il taglia e cuci applicato a musica più antica (“Sozialbão”) produce gli stessi effetti destabilizzanti e elettrizzanti della contaminazione hip-hop, e la possibilità per il gruppo di affrontare senza titubanze la gioia dell’improvvisazione sfiorando un affascinante caos (“Harmagedon“), fa sì che “Live On Planet Earth” risulti l’album più completo e riuscito del gruppo.

La formazione live vede comunque un cospicuo gruppo sia di fiati (sei tra sax, trombe e flauti) che di violini (una mini-orchestra da 5 elementi) più chitarra, basso, batteria, percussioni, tastiere e percussioni che si destreggiano abilmente tra virtuosismi e ghirigori con piacevoli tocchi vintage e stimolanti innovazioni e ibridazioni. Non si pensi però a un ensemble di musicisti legati a un linguaggio vetusto. Infatti, il brano finale “W.A. Mozart vs Random Generator” nasce da una curiosa applicazione digitale creata dal sassofonista Johannes Schleiermacher e applicata a musica originale di Mozart; questo software permette di alterare digitalmente spartiti musicali e di controllare lo strato di suoni casuali e non aggiunti al materiale originale, affidando poi all’ensemble il compito di sposare elementi discordi con lo stessa aplomb di una grande orchestra classica.
Una sfida, che da sola meriterebbe un ascolto non distratto, per forse poi incrociare uno degli album più idonei a spezzare quella coltre di anonimato e già sentito di molta produzione contemporanea.

(16/05/2014)



  • Tracklist
  1. Opening
  2. Le Pretre Viré
  3. Sozialbão
  4. Harmagedon
  5. Overture
  6. W.A. Mozart vs Random Generator
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