Irmler/Liebezeit

Flut

2014 (Klangbad) | avantgarde, instrumental

Due assi dell’olimpo del rock tedesco, la mente elettronica dei Faust, Joachim Irmler (ormai anche affermato produttore), e Jaki Liebezeit, mitico batterista dei Can (e successivamente fondatore della Phantom Band), s’incontrano per l’album collaborativo “Flut”.

Tecnicamente l’impianto dell’album è affascinante, non solo per l’importanza dei nomi coinvolti ma anche e soprattutto per il loro assetto da estremi contrapposti: Liebezeit, la costante, si limita a un tam-tam a mani nude, mentre Irmler, la variabile indipendente, si sfoga in esorbitanti florilegi all’organo (spesso in distorsione).

Questa rigida ripartizione partorisce l’improvvisazione psichedelica-equatoriale di “Amalgam”, ribollente di cascate e arcobaleni bachiani, forse un po’ troppo allungata. Le poche variazioni, come la batteria elettronica in “Ein Perfektes Paar”, un’autoparodia del genio di uomo-macchina che fu Liebezeit nei suoi giorni migliori, o il sostrato arpeggiato alla Jean-Michel Jarre nei dieci minuti di “Sempiternity”, tendono però a suonare fuori luogo.

Un gelido saggio in bilico tra pose da kosmische senile e new age minimale, diretto da un sottotesto improvvisato e quasi-jazz che male si accorda con il meccanico schema a pattern, da sempre marchio di fabbrica della musica teutonica. Liebezeit, anche talent-scout per Robert Coyne in “Obscure Department” (2013) e Irmler a rischio macchietta. Prodotto al Faust Studio.

(22/09/2014)

  • Tracklist
  1. Amalgam
  2. Golden Skin
  3. Ein Perfektes Paar
  4. Sempiternity
  5. Washing Over Me
  6. König Midas 
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