Continua il progetto “13” della Silentes con una nuova uscita bifronte della serie “Private Sounds” che continua a amare un approccio quasi sinestetico nelle sue produzioni, unendo un lato squisitamente visual a uno focalizzato sull’architettura sonora. Precisamente si tratta di un cortometraggio dal titolo “Ghosts Of Industrial Sunday” firmato da Maria Assunta Karini e Francesco Paolo Paladino, accompagnato dalla musica di Simon Fisher Turner, colonna sonora che troviamo riportata nella sua interezza nel cd che accompagna il Dvd del filmato.
“Ghosts Of Industrial Sunday” si muove nel suono e nelle forme luminose dell’assenza, dentro spazi solitamente saturi di rumori e di vita umana, lasciati abbandonati e immobili in un momento di riposo, cercando di cogliere i riverberi, i riflessi e le ombre d’immagini ritagliate dalla realtà, senza artificio di pura composizione. Un realismo che vuole trasmettere una drammatica, malinconica visione attraverso elementi oggettivi, inanimati, d’uso manuale, quotidiano, che diventano qui mezzi espressivi della condizione umana. Un messaggio che non viene portato avanti in maniera narrativa e lineare, ma che viene disegnato in uno schema fotografico molto aperto, col fine di suggestionare e imprimere delle sensazioni piuttosto che un ragionamento narrato; la musica di Turner riesce bene a lambire questi percorsi mentali attraverso note di piano e droni che sembrano percuotere la mente attraverso il loro gioco con un vuoto malinconico.
In conclusione, assistiamo qui a un matrimonio filosofico di grande forza emotiva, seppur nascosta sotto coperte di eleganza opaca. Il lavoro visuale firmato da Karini e Paladino, già molto conosciuti separatamente in ambito internazionale nel campo della produzione cinematografica indipendente, si innesta come un obiettivo analogico un po’ impolverito alla musica di Turner (che ha composto per Derek Jerman, David Lynch e ha vinto il premio “Soundtrack Of The Year” nel 2013) che cuce attorno a esso un filo emotivo di rara tensione, in bilico tra visioni puramente astratte e un ambient rarefatto.
P.S. Ovvio ricordare che, come ogni buona uscita di casa Silentes, troviamo ad accompagnare il disco un ricco e denso corredo fotografico raccolto in un booklet a colori che segue il percorso sonoro e visuale della produzione.