Sentimental Machines

Less

2014 (Dronarivm) | electroacoustic ambient

La ricerca portata avanti in tandem da Attilio Novellino e Saverio Rosi a nome Sentimental Machines è fra i frutti più intensi e rappresentativi dell'ultima generazione ambientale italiana. Un piccolo angolo, nelle impegnatissime carriere dei due, dove la sound art cessa di essere oggetto della ricerca per assumere il ruolo di mezzo, in favore appunto di un trionfo tutto emotivo. Quasi a voler dimostrare quanto rumore, droni, field recordings e armoniche possano rappresentare veri e propri mezzi espressivi, al pari pratico e non solo teorico di strumenti musicali autentici. Perso per strada l'apporto di Gianfranco Candeliere, i due artisti calabresi hanno dunque proseguito il focus per conto proprio, approdando nel frattempo presso quell'autentico tempio sacrale dell'ambient music organica che è Dronarivm.

E organici si possono definire anche i suoni di cui sono costituite le miniature a carboncino di “Less”, pur trattandosi di frutti in gran parte di elaborazioni digitali e registrazioni in presa diretta. E proprio qui, in questa conciliazione tra il tradizionalismo ambientale e l'arte sonora più astratta, sta il successo dell'intera operazione. Se infatti nel già validissimo “The Silent Bride”, nato come parafrasi spontanea de “Il Nemico” di Emanuele Tonon, i due (al tempo tre) avevano cercato di “far suonare” i loro laptop alla stregua di una piccola ensemble, qui spicca l'implemento massiccio del pianoforte a suggellare il contatto fra i due mondi. E al tempo stesso a variare è l'obiettivo, suggerito alla perfezione dal titolo del disco: la sottrazione sonora, il tentativo di aumentare la gradazione e la quantità delle sfumature riducendo l'ampiezza della tavolozza, poggiando solo su elementi sonori primari.

A risultarne sono sei illustrazioni che giocano in maniera magistrale sui contrasti, attraverso cui l'ambient più limpida e incontaminata si “sporca” di odori, colori e sapori metropolitani in forma di sample e sotterfugi industriali. Dalla fotografia sbiadita di “The Shining Ground” all'attacco diretto dell'introduttiva “Don't You Feel Ashamed?”, le “Macchine Sentimentali” si affiancano alla ricerca melodica applicata alla sound art di Stephen Vitiello (si recuperi al riguardo lo splendido “Between You And The Shape You Take”). Laddove le due “sonate” si presentano come attimi fuggenti volti a sintetizzare l'essenza (concettuale ed emotiva) del disco, a immergersi nelle sue profondità sono chiamati i momenti pregnanti estesi e dilatati, ovvero l'omaggio spiritualista ad Arvo Pärt di “Dogma” e l'inchino, stavolta non dichiarato, all'ultimo Dirk Serries in “Farewell March”.

Il contesto "umano" viene invece tratteggiato scrupolosamente nella breve pausa per sole field recordings di “Roomlets In Beaten Streets”, che presto si abbandona al tenue abbraccio armonico di “Blind Swipes”, sintesi estrema a livello sonoro di quanto sviscerato nei passaggi precedenti. Una chiusura che sembra quasi voler chiarire il concetto anche a livello sperimentale, mostrando come la voce di una città e della sua vita possa essere essa stessa una forma di sound art, e come anche un flusso sonoro monocromatico possa assumere in sé la potenza espressiva propria della voce di un'intera città. Dopo l'ottimo “Metrophony” firmato da Francesco Giannico, un altro convincente frutto del made in Italy ambientale che vede lo scenario urbano come protagonista.

(15/01/2015)

  • Tracklist
  1. Don't You Feel Ashamed?
  2. Farewell March
  3. The Shining Ground
  4. Dogma - Homage To Arvo Pärt
  5. Roomlets In Beaten Streets
  6. Blind Swipes


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