DE DE MOUSE

Summer Twilight

2016 (Not) | electro, glitch

Gli anni passano, le pubblicazioni aumentano di numero, ma l'universo espressivo ideato da Daisuke Endo non ne vuole sapere proprio di invecchiare, di mostrare i segni del tempo. Anzi, se possibile si sta verificando il processo inverso, in una sorta di curioso effetto Benjamin Button che sta portando il prolifico compositore electro/chiptune giapponese, attivo sotto il nome DE DE MOUSE, a eliminare tutti gli aspetti più seriosi e “adulti” della sua proposta e focalizzarsi invece su un'estetica giocosa, colorata, meravigliosamente fanciullesca. Rimanere in contatto con il proprio sé bambino, parlarci ancora con i linguaggi e le forme di un tempo: se già è difficile annullare corazze e filtri che segnano l'avanzare dell'età, lo è ancora di più il tradurre un simile desiderio in musica, evitando al contempo di scadere nel ridicolo più o meno involontario e di piegarsi a un infantilismo che, con l'infanzia vera e propria, non ha proprio a nulla a che vedere. Non che “Summer Twilight”, il breve Ep pubblicato quest'anno dal musicista di stanza a Tokyo, abbia nulla a che vedere con la musica per bambini tradizionalmente intesa, eppure il modo in cui compone, i riferimenti e le suggestioni che sa suscitare rimandano irrimediabilmente all'ingenua freschezza e alla sconfinata immaginazione dei primi anni di vita, al potere di una mente che accosta l'assurdo al reale senza alcuna turba.

Progetto destinato a supportare una rielaborazione del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare da parte della compagnia teatrale “Kaki Kuu Kyaku”, traduce la magia e il brio di una tra le più celebri commedie in un caleidoscopio sonoro che reca sì impresso il marchio DDM, ma ne costituisce un notevole adattamento, quando non un ulteriore aggiornamento, a forme e modus operandi totalmente inconsueti per gli equilibri estetici di Endo. Se il campionamento di voci infantili e il ricorso a elementi del folklore giapponese (quando non di altre zone dell'Asia) rimangono i due chiodi fissi, le coloriture di cui il compositore non vuole privarsi, diverso si fa invece il discorso per quel che riguarda ritmo e texture, qui protagonisti di un trattamento che mantiene soltanto sparse attinenze col passato. Ed è così che il carattere frenetico e giocoso della musica di DDM si trova a fare le prese non soltanto con minutaggi più contenuti e un conseguente impaccamento delle idee, ma anche con l'emergere di nuove architetture sonore, che di quell'estetica chiptune preponderante nei dischi passati preserva soltanto sparuti ricordi (tra cui la geniale decontestualizzazione di vari tra i più caratteristici trick sonori dei primi videogochi della serie Zelda in “Tree Chattering”, per il resto esperimento di synth-pop polifonico dalla scrittura strumentale spiritosa).

Nel modulare i suoi synth, Endo ne traduce il profondo portato nostalgico in composizioni che spaziano dalla neoclassica (le simulazioni dei vari strumenti davvero efficaci) al glitch, passando da trap e post-dubstep, in una rassegna stilistica dal forte carattere impressionista e “cinematico”, che sa suggerire notevoli variazioni di umore e contesto. Nonostante tutto, l'atmosfera si mantiene sempre giocosa e allegra, mantenendo tutta la sua classe anche quando si lancia in incastri sopra le righe (come nel curioso glitch-pop all'impazzata di “Night Voice”, o le caramellose dinamiche soft-loud di “Candy Stab”). In fondo, la fantasia non ha proprio bisogno di porsi regole di alcun tipo, e la creatività di DDM ha elevato questo assunto a paradigma: che si tratti di scoprire il fianco al suo animo più disneyano, nei carillon e nelle marcette d'antan di “Come On Morning”, con le tastiere a mimare un'orchestra d'archi, o a fornire una versione dubstep della folktronica anni 00 in “Inside Woman”, il compositore sfrutta tutte le carte a sua disposizione, gioca con i colori senza alcun timore di sbagliare o di perdere la bussola. D'altronde, come perderla se non c'è nessuna vera strada da seguire?

Per quanto forse destinato a figurare come uscita minore nel lungo percorso artistico del musicista di stanza a Tokyo, “Summer Twilight” ne evidenzia, sotto una luce in parte nuova e con finalità diverse, tutto il talento e lo straordinario fervore creativo, la vitalità e l'impulso, ancora fortunatamente bambino, nei confronti del mondo e dell'arte. Si può solo sperare che il suo dialogo col sé fanciullo continui a essere così fecondo.

(21/12/2016)

  • Tracklist
  1. Remember Night
  2. Summer Twilight
  3. Night Voice
  4. Come On Morning
  5. Tree Chattering
  6. Inside Woman
  7. Candy Stab
  8. Phantom Rewind


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