Luigi Rubino

Il soffio e la voce

2016 (Ark Records) | neoclassico, ethereal, gothic

Quanto tempo è trascorso dal lontano 2009 in cui Luigi Rubino, anima fondamentale (assieme a Edo Notarloberti e Sergio Panarella) degli Ashram, diede alla luce lo stupendo act “A Theme For The Moon”, sette anni d’attese e domande sull’esistenza in attività sia sua che degli stessi Ashram. Attesa e amore non sopito: se allora fu naturale la produzione Prikosnovénie, oggi “Il soffio e la voce” vede la sua naturale casa in Ark Records, all’interno della quale soprattutto il goth-neoclassico partenopeo trova tepore e credito ovunque.

Sulle note del piano di Luigi rivivono Chopin, l’Ottocento romantico, la nebbia su colli irti o dolci, il tepore del sole e la rugiada del mattino, la voglia d’assenza e abbandono, la malinconia di amori curati nei pizzi e nei merletti e sguardi alla finestra, scostando la tenda quel tanto che basta per permettere al viso di affacciarsi solo un po’, scrutando il prato di casa o le foglie che si rincorrono disordinate come un sogno all’alba.
Quattordici tracce di suprema bellezza, spesso introversa quando solo il piano regna. Aprire con “Oltre la voce” è un inno alla solitudine e all’attesa di qualcuno o qualcosa, il violino di Eleonora Amato, il suo crine vellutato e lezioso, rendono quasi arioso un mood di grande malinconia. Eleonora, crino da elfa al servizio già del maestro Muti.
“Il soffio e la voce” ha qualcosa di talmente elevato in sé da poter appartenere di diritto alla musica senza tempo, d’altri tempi, tempi in cui sette anni d’attesa erano il giusto tributo alla ponderazione, alla scelta della singola nota, il tempo dell’Arte, della perfezione.

Se chi scrive ora avesse il potere di produrre una pellicola dedicata alla musica di Luigi, la vorrebbe in bianco e nero, sognando nel cast la miglior Catherine Deneuve accanto a un immortale Jean Poiret, e forse riscriverebbe con i suoni di Rubino “L’ultimo metrò”: i frame di un autunno perduto in un Père-Lachaise desolato tra tombe e sguardi, silenti, assenti, tra sorrisi appena accennati e incontri fuggevoli, come fugge la musica sulle ali dell’incanto.
Bentornato Luigi Rubino, con note scolpite nella più nera delle ossidiane; benvenuto chi porta la sua voce eterea tra le sue note (Annalisa Madonna, ex-Corde Oblique, così come l’amico Riccardo Prencipe, chiamato a testimoniare la sua presenza nel ritorno del pianista).
Un disco per chi cerca ancora nella musica un modo per sorridere alla morte.

(26/11/2016)

  • Tracklist
  1. Oltre La Voce
  2. Luce Mia Luce
  3. Star
  4. The Last Time
  5. Campi Di Luce
  6. Glace Of Dust, Pt. 2
  7. Fantasia In La
  8. The Kiss
  9. My Message For You
  10. Sensibility Is The Beginning
  11. Ilusion
  12. Let Love
  13. Those Flowers
  14. The Earth Screams With Pain


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