Pure Ground

Giftgarten

2016 (Avant!/Sleepless records/Chondritic sound) | minimal, ebm

"Let it rain forever, forever never end". Brandon Lee si sbagliava. San Francisco, 4 settembre 2016, 16 gradi Celsius. Il secondo full length degli statunitensi Pure Ground è uscito appena tre giorni fa per l'italiana Avant! Records, una collaborazione insieme alla tedesca Sleepless Records, ma il suo suono evoca tutto fuorché spiagge assolate e un clima temperato. "Giftgarten" ci riporta nella tetra dimensione di Greh e Jesse Short, il primo dei quali fondatore della label underground Chondritic Sound, da cui la loro avventura è cominciata nel 2012, quando il duo proponeva un acerbo suono minimal synth piuttosto insapore e profondamente distante da quello attuale. Prima l'attenzione da parte delle webzine di settore, prima tra tutte la canadese I Die, You Die, e poi il tour, con Front 242, High-Functioning Flesh e Youth Code, hanno fatto il resto.

È passato appena un anno dall'uscita di Standard Of Living, un chiarissimo, quasi sfacciato, tributo ai loro beniamini The Klinik e Portion Control, ma il duo statunitense non ha rallentato il passo di fronte ai molteplici consensi che l'ha portato su molti palchi europei, anche in Italia, anzi. Il suo nome ha cominciato a circolare nel nostro paese e non solo, portandoli a realizzare dei mix molto interessanti che mettono in mostra, da un lato, l'amore per i suoni techno minimali, e dall'altro quello per i classici del genere Ebm, quest'ultimo realizzato per Futurismi. Lecito quindi aspettarsi un loro nuovo lavoro sulla breve distanza, ed ecco arrivare "Giftgarten", un album che segna una parziale svolta in una carriera in cui la parola maturazione, nella sua accezione più positiva e genuina, è sempre stata una costante stampata nella loro mente.

Non più, quindi, una sorta di semplificazione strutturale della lezione dei nomi già citati, ma più carne al fuoco rispetto al passato, il che rende "Giftgarten" un disco meno monolitico e, per questo, meno organico rispetto al precedente. Spingendo il tasto play questo è subito evidente. "Before Us", accompagnato da un testo piuttosto criptico, è il perfetto punto di incontro tra la lezione di Absolute Body Control e certo post-punk classico, qualcosa di assolutamente nuovo nel loro stile, ma quel che colpisce è il timbro vocale austero e pulito, libero da echi artificiali. Ci pensa tuttavia la successiva "No Passage" a rievocare il loro album precedente, con un beat molto semplice, rotondo ed efficace, che non si concede controtempi di sorta, essenziale al punto giusto.

Altro brano dal sapore post-punk è "The Great Becoming", con il suo incedere chiaramente 80's e una drum machine usata da centinaia di gruppi prima di loro, anch'esso simbolo di una maturazione che ha scardinato i serrati confini musicali del debutto sulla lunga distanza, senza per questo perdere i contatti coi loro punti di riferimento. Il resto dell'album non manca di tingere di nero tutto ciò che tocca, con panorami sinistri e quasi gotici in "No Voice Of Angels", un brano marziale in cui la voce, pesantemente effettata, viene subordinata alla sua atmosfera, che non lascia speranza alcuna circa il mancato raggiungimento di un inesistente Paradiso. "No voice of angels, no celestial hymn, no trumpets sounding, only the diminishing hum of death". Nessuna speranza, nessuna paura, cantavano i Vomito Negro.
"Still" è l'unico brano che disgrega il perfetto rigore geometrico delle forme disegnate dai due statunitensi, un episodio più sincopato e astratto, in cui con forza riecheggia l'eco dei Klinik di "Fever", mentre i restanti seguono direzioni già esplorate nei brani già analizzati.

Non di certo un disco rivoluzionario, ma non per questo non degno dell'attenzione dell'acuto ascoltatore, che troverà nei Pure Ground un suono piuttosto variegato, molto curato, volutamente retrò. Non uno sterile omaggio, tutt'altro. La scena statunitense ha bisogno di progetti come questo, e anche noi.

(05/09/2016)

  • Tracklist
  1. Before Us
  2. No Passage
  3. The Great Becoming
  4. The Silent Age
  5. No Voice Of Angels
  6. Still
  7. Omission
  8. Meager Arms Of Sleep
  9. By The Grace Of God
  10. Flood
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