808 State

Transmission Suite

2019 (self-released) | acid-house, techno

Quel terzetto che fu non esiste più, e della formazione originale degli 808 State sono rimasti imperterriti i soli Graham Massey e Andrew Barker, esponenti di punta di quella generazione da (s)ballo che raggiunse una certa notorietà nel breve periodo che va dal 1988 al 1991, anno di “Ex:el”: probabilmente, il loro capolavoro e manifesto programmatico. Già, perché quel mattacchione di Darren Partington all’inizio del 2015 è riuscito a farsi arrestare con l’accusa di spaccio di sostanze proibite quali l’eroina e il crack. Risultato? Un anno e mezzo di condanna e una carriera che al momento pare essersi spenta definitivamente. Ma con un nome così pesante per l’evoluzione della musica elettronica in tutti i suoi principali reparti, era lecito prima o dopo aspettarsi un ritorno.

Ebbene, il momento è arrivato, e a distanza di ben 17 anni, il duo di Manchester è riuscito a confezionare un nuovo lavoro dal titolo “Transmission Suite”. Resisi conto di essere stati ancor più decisivi di quanto critica e del pubblico sono soliti considerarli, gli 808 State con questo nuovo lavoro hanno mirato a un’elaborazione enciclopedica del loro sapere elettronico, ma non per questo “manieristica”. La tela creativa, infatti, impone ancora slanci interessanti e fruibili anche per un pubblico poco avvezzo al genere e alle numerose contaminazioni qui presenti.
Da veri auteur della house e della techno, i Nostri accettano febbrili metronomie notturne e sotterranee, godendosi autenticamente l’unicità di un suono evolutosi verso nuove frontiere digitali e post-club, intrecciando abilmente pennellate electro, ambient e Idm, sebbene il motore primo dei nuovi brani suoni indiscutibilmente acid-house.

L’iniziale singolo “Tokyo, Tokyo” sostiene questa tesi, mentre la successiva “Skylon” riprende i vezzi breakbeat di “Outpost Transmission”, diramandoli in un’estetica galleggiante e briosa. “The Ludwig Question” mima le tendenze deconstructed-club dell’ultimo decennio, ibernando campionamenti e piatti svolazzanti. Più classica nelle intenzioni è “Huronic”, una sorta di “Cubik” dal cuore gentile e poco avvezzo ai diluvi sonici dell’epopea rave. Più deboli suonano invece i rifacimenti etno-funk di “Ujala” e le pantomine a 16 bit di “Trinity”.

Un discorso a parte merita “13:13” con i suoi kick da battaglia e i suoi arzigogolati stop and go da museo delle cere glitch-pop. Abbandonate definitivamente le suggestioni jazz-rock ed esotiche del passato, “Transmission Suite” abbraccia componenti di suoni sicuramente più industriali e robotici, ma non per questo privi di stimolanti suggestioni.
Rimane forse un po’ l’amaro in bocca per qualche episodio decisamente sottotono (“Crab Crawl”) e per qualche filler di troppo (“Bushy Bushy”, “Pulcenta”). Dopotutto, il tempo passa anche sul dancefloor.

(24/10/2019)

  • Tracklist
  1. Tokyo Tokyo
  2. Skylon
  3. Cannonball Waltz
  4. The Ludwig Question
  5. Huronic
  6. Landau
  7. Westland
  8. Trinity
  9. Ujala
  10. Carbonade
  11. Pulcenta
  12. Angol Argol
  13. Bushy Bushy
  14. 13 13
  15. Crab Claw




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