Cult Of Luna

A Dawn To Fear

2019 (Metal Blade) | post-metal

A tre anni di distanza da "Mariner", il mezzo esperimento di space-post-metal in collaborazione con Julie Christmas, i Cult of Luna sono tornati lo scorso settembre con un monumentale lavoro di ottanta minuti, suddiviso in due dischi contenenti ognuno quattro brani. In "A Dawn To Fear" le composizioni non sono unite tra loro - come spesso capita nelle opere del gruppo svedese - da un concept o da una meta-narrazione, ma vengono comunque caratterizzate da una dimensione sonora comune: rocciosa, grandiosa, potente, diretta. Alle tipiche dilatazioni atmosferiche e meditabonde viene concesso maggior spazio solo nella seconda parte dell'album.

Il potente riff di "The Silent Man" apre le danze e introduce nel mondo, frastagliato e ostile, che viene tratteggiato dai pezzi di "A Dawn To Fear". I brani successivi, marziali e granitici, creano un ambiente opprimente, pesante; l'aria si fa lentamente sempre più irrespirabile in una sorta di climax crescente che tocca l'apice in "Nightwalkers", traccia che chiude la prima metà dell'opera. L'incedere fosco e minaccioso e il cantato sofferente di Johannes Perrson sembrano preludere a una fine dolorosa e ineludibile, ma è proprio nel momento di massima tensione emotiva che avviene la svolta decisiva con un'inaspettata apertura ballabile e, a seguire, una liberatoria tempesta post-metal.

Il secondo disco sfrutta appieno le dinamiche di piano e forte e di accumulo e rilascio della tensione. Nei quindici minuti di "Lights On The Hill", senza dubbio l'apice di "A Dawn To Fear", oscuri crescendo e catartiche slavine metalliche avvolgono e travolgono chi ascolta. La pace meditabonda di "We Feel The End" è, invece, solo una fugace illusione prima del devastante finale dell'accoppiata conclusiva.
Il post-metal dell'ultimo album del gruppo svedese non è né ascetico né estatico: il dolore e la sofferenza circostanti sono immanenti all'esistenza umana e le sonorità glaciali, taglienti e imponenti di "A Dawn To Fear" alludono a un cosmo soffocante e angoscioso. Tra la nebbiosa coltre del soverchiante dramma dell'esistenza sembra però talvolta trasparire, nella quiete dopo la tempesta, un barlume di speranza. Possibile che lo scopo ultimo dei Cult of Luna sia stato quello di renderci partecipi di questa breve, ma consolatoria, epifania?

(24/01/2020)

  • Tracklist
  1. The Silent Man
  2. Lay Your Head to Rest
  3. A Dawn to Fear
  4. Nightwalkers
  5. Lights on the Hill
  6. We Feel the End
  7. Inland Rain
  8. The Fall




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