Hu Band

The Gereg

2019 (Eleven Seven) | folk rock, mongolian throat singing, heavy metal

Hunnu rock, il rock degli unni. Gli Hu definiscono così la loro musica, un blend tonante e sincopato di folk della steppa mongola e sonorità heavy occidentali. Prima ancora di notare la ricchezza e le particolarità donate al sound dagli strumenti tradizionali utilizzati, l'impressione che si ha è infatti proprio quella di musica suonata per dare la carica a una folla di guerrieri impegnati in una sanguinosa scorribanda, nel crudele incendio di un villaggio incontrato sulla propria strada, nell'assalto di un accampamento nemico durante una notte gelida.

Musicalmente invece i quattro Hu proprio dei barbari non sono. Tutti laureati in musica e turnisti sopraffini, sono maestri tanto degli strumenti classici del rock quanto dei vari Morin Khuur (una specie di violino tradizionale della Mongolia), Tovshuur (idem per chitarra) e Tumur Khuur (una variante del nostro scacciapensieri). Oltre che, ovviamente, del famoso throat singing, esibito nei momenti più epici di ogni brano di "The Gereg".
Incredibile ma vero, per quanto il web ci abbia abituato a misteri ancora più imperscrutabili, gli Hu arrivano a questo loro debut album sulla cresta di un hype da superstar occidentali. Merito di video tanto tamarri quanto azzeccati, che vedono i membri della band presentarsi come minacciosi riders della steppa, impugnando i proprio strumenti come armi. Un'idea da venti milioni di visualizzazioni a video.

Il fortunato singolo "Wolf Totem" è una specie di cantico da accampamento bellico, con un ritmo pesantissimo, da ballare evocando il Dio della guerra intorno a una pira. "The Great Chinggis Khaan" celebra le gesta dell'imperatore mongolo unendo la potenza del throat singing a quella di corposi riff power metal.
L'altro singolo "Yuve Yuve Yu" ha un'ambientazione più festosa e spinge sul versante folk, ma non viene difficile immaginare che quella celebrata sia la festa di una vittoria che lascia una scia di morti. I brani più ritmicamente riposati come "The Same" e "Shireg Shireg" hanno misteriose venature psichedeliche, che germogliano dagli insistenti vibrati del throat singing e del Tumur Khuur. In "Shireg Shireg" quest'ultimo viene fatto intrecciare a un flauto pastorale, generando placide immagini di mandrie e mandriani nelle sconfinate piane sud-siberiane.

Il limite di un lavoro del genere è ovviamente il rischio farsa, che si annida dietro l'angolo di brani come "Shoog Shoog" o "The Gereg", che sembrano davvero calcare un po' troppo la mano in quanto a teatralità. Ma non capita lo stesso in dischi che non esitiamo definire capolavori dell'epic metal? E allora li si perdona, questi quattro guerrieri, e ci si gode, senza prenderlo troppo sul serio, questo loro "The Gereg".

(24/09/2019)

  • Tracklist
  1. The Gereg
  2. Wolf Totem
  3. The Great Chinggis Khaan
  4. The Legend of Mother Swan
  5. Shoog Shoog
  6. The Same
  7. Yuve Yuve Yu
  8. Shireg Shireg
  9. The Song of Women


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