Mis■yrming

Algleymi

2019 (Norma Evangelium Diaboli) | black metal

Quando alcuni mesi fa abbiamo pubblicato l’approfondimento sulla storia del black metal islandese, “Algleymi” non era ancora uscito. Dei Misþyrming però abbiamo parlato diffusamente, il loro debutto “Söngvar Elds Og Óreiðu” (2015) ha infatti varcato con successo i confini nazionali, permettendo alla band di segnalarsi come una delle migliori realtà emergenti del decennio (in effetti, lo sdoganamento definitivo della scena islandese passa anche da questo importante esordio).
Cosa è accaduto in questo lungo lasso di tempo? I Misþyrming hanno suonato in molti festival (dal Roadburn all’Inferno), scrivendo nel frattempo le nuove composizioni e approdando tra le braccia della Norma Evangelium Diaboli, label che definire di culto sarebbe riduttivo. Oltre a questo, due membri del gruppo (Helgi e Tómas) hanno dato vita al secondo lavoro dei Carpe Noctem (“Vitrun” è uscito nel 2018), ennesimo prodotto di valore proveniente da quest’isola sempre più prolifica in fatto di musica estrema.

“Algleymi” è un disco complementare al suo predecessore, a cominciare dalla copertina: il magmatico rosso di “Söngvar Elds Og Óreiðu” qui lascia spazio ai colori freddi del cielo e del mare d’Islanda, una cupa istantanea in cui è raffigurato un uomo che innalza un calice dall’alto di uno scoglio. La natura, ancora una volta, forgia e modella questi musicisti, la cui proposta è un’entità inscindibile dal mondo circostante. Anche il sound è diverso, in “Algleymi” c’è una maggiore varietà e una ricerca melodica più accentuata, al contrario dei pezzi contenuti nell’esordio, maggiormente ruvidi e propensi al caos apocalittico. “Orgia” riassume al meglio quanto asserito, aprendosi sovente ad alcuni break solenni, trionfali, dove i nostri mettono in mostra una grande capacità nel saper bilanciare una brutalità di fondo con la gelida e affilata chitarra. Nel tris iniziale si segnala anche la cadenzata “Ísland, Steingelda Krummaskuð”, un brano nel quale l’epicità si mescola alla disperazione, un orgoglio che per forza di cose è costretto a scontrarsi con i sentori di morte che pervadono quelle terre.

Nella parte centrale il disco procede con meno irruenza rispetto alle previsioni: dopo un felice intermezzo atmosferico (“Hælið”), “Og Er Haustið Líður Undir Lok” risulta piuttosto scarna e poco avvincente, molto meglio infatti la successiva “Allt Sem Eitt Sinn Blómstraði”, in cui i Misþyrming recuperano quella furia primordiale tipico marchio di fabbrica di molte band islandesi. Ma per cercare il miglior brano del lotto, bisogna attendere la chiusura definitiva del cerchio con la title track: in questo caso le melodie prendono la forma di un dramma, di un oblio imminente (da qui anche il titolo del disco). “Algleymi” è quindi un viaggio nel cuore di una tempesta, la testimonianza viva che in Islanda c’è qualcuno che sta facendo dannatamente sul serio, spostando persino alcuni equilibri storici del metallo nero nordeuropeo e scandinavo. Un ritorno degno di nota e di attenzione, per un gruppo a cui manca soltanto un piccolo step per entrare definitivamente nel gotha del black metal contemporaneo.

(03/01/2020)

  • Tracklist
  1. Orgia
  2. Með Svipur Á Lofti
  3. Ísland, Steingelda Krummaskuð
  4. Hælið
  5. Og Er Haustið Líður Undir Lok
  6. Allt Sem Eitt Sinn Blómstraði
  7. Alsæla
  8. Algleymi
 
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