Black Lips

Sing In A World That's Falling Apart

2020 (Fire) | country-rock

I Black Lips appartengono a quella categoria di gruppi che potrebbero suonare di tutto, dalle chitarre tzigane ai mandolini portoghesi, dall'arpa laser alle campane tibetane, riuscendo a mantenere un'identità riconoscibile, un marchio di fabbrica grazie al quale saremmo in grado di smascherarli in ogni situazione, nonostante il più perfetto dei camuffamenti. Potrebbero allora, per assurdo, provare a cimentarsi in un disco di country-rock americano, chiamarlo "Sing In A World That's Falling Apart" e risultare credibili senza perdere un briciolo della propria identità.

Un'identità che si manifesta anzitutto in un modo balzano, spensierato, un tantino folle di vedere le cose. Per i Black Lips non esistono il bianco e il nero, i confini netti, le formule prestabilite. Tutto ciò che li circonda è passibile di manipolazione, e questo vale in primis per la musica, intesa come un punto di partenza e mai di ipotetico arrivo.
Eccoli allora prendere per le corna un genere che consideriamo cristallizzato - il country-rock, appunto - e rivoltarlo come un calzino, trasformandolo nel baccanale weird di "Rumbler" in cui ogni possibile cliché southern viene dissacrato e sputato fuori in una formula festosa e volutamente stonata.

Più ci si addentra e maggiore è la sensazione di essere stati invitati a una grande festa organizzata dai Black Lips, o meglio ancora a uno dei loro innumerevoli concerti che si trasformano in eventi fuori controllo, in cui tutto sembra poter succedere - provare per credere. Un party durante il quale si può passare in un baleno dai balli sfrenati di "Holding Me Holding You" alle riflessioni alcoliche e un tantino beffarde di "Gentleman", che di elevato sembra avere appena il titolo, ma certo non l'indole.

Quello che è certo è che da ogni singola nota trasuda un'America diversa ma vivida: una metropoli attraversata in un giorno di pioggia in "Get It On Time", i saloon evocati con "Angola Rodeo", le cavalcate in immense praterie che sembrano apparire tra i solchi di "Georgia", il rock'n'roll di "Dishonest Men" che richiama epoche lontane. Tante cartoline diverse ma simili che sanno di ritorno a casa, come del resto la scelta di registrare le dodici tracce di "Sing In A World That's Falling Apart" negli storici Valentine Recording Studios di Hollywood, là dove gli States sembrano ancora un luogo mitico, fuori dal tempo, così irreale e stereotipato da essere vero.

(22/01/2020)

  • Tracklist
  1. Hooker Jon
  2. Chainsaw
  3. Rumbler
  4. Holding Me Holding You
  5. Gentleman
  6. Get It On Time
  7. Angola Rodeo
  8. Georgia
  9. Odelia
  10. Dishonest Men
  11. Locust
  12. Live Fast Die Slow
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