Caribou

Suddenly

2020 (City Slnag) | electro, alt-pop

Sono passati dieci anni da "Swim", uno degli album più significativi della commistione tra musica elettronica e fenomenologia indie. Dan Snaith da allora è entrato nel gotha dei nomi che contano nel panorama musicale contemporaneo, abile nel tenersi a galla con l'opera più pop e accessibile del suo campionario ("Our Love", 2014), per poi eclissarsi come titolare del progetto Caribou, in modo da poter esternare le sue titubanze e perplessità, attraverso astratte fisionomie techo/house, sotto il moniker di Daphni.
Onore al merito, Dan Snaith ha riconnesso il mondo dei club e del dancefloor con un'elettronica più colta ed elaborata. Forte di un ingresso nei top ten con i Caribou, ha quindi lasciato fermentare una moltitudine d'idee e metodologie sonore, che sono alla base di questo ritorno in scena del progetto più ambizioso del musicista.

"Suddenly" è il contraltare espressivo di Daphni, qui tutto è più interiore e riflessivo, anche le pulsioni dance sono caratterizzate da una scrittura più sapiente e meno istintiva. È comunque l'ennesima mutazione per Snaith, istantaneamente definita dalla rinnovata estetica vocale, un uso meno invasivo di auto-tune e riverberi lascia al canto un fronte emotivo più ampio, la voce spesso predomina, sottolineando le diverse anime di un disco piacevolmente mutaforma.
Non è una novità l'irrequietezza stilistica di Dan e del suo progetto Caribou: Idm, kraut-rock, techno, psichedelia, pop e tant'altro sono stati fino ad ora assorbiti nel magma elettronico del musicista canadese. Il suo è il linguaggio sonoro di una generazione in preda a continui stimoli creativi: le dodici tracce di "Suddenly" a volte soffrono di bulimia, rendendo arduo individuare la molteplicità di idee originali e le numerose campionature di voci e suoni.
Snaith tira le somme di un percorso artistico e personale svelando qualcosa in più di se stesso, non più timoroso di esternare la personale passione per Alice Coltrane e Pharoah Sanders, anche se non c'è traccia di questa dedizione, se non nella forza comunicativa di una musica che nasce algida, misurata, scostante, per poi lasciarsi trascinare dalle movenze soul di "Home", dalle sfavillanti e penetranti pulsioni dance di "Never Come Back" o dal fascino ambivalente di una delle intuizioni pop più efficaci ("Like I Loved You").

Questo è anche il disco degli imprevisti, delle sorprese che possono modificare il corso della vita. Le accennate deviazioni armoniche di "Sister" e le dissonanze pianistiche che infettano il rap di "Sunny's Time" non lasciano dubbi: questo è l'album della riflessione.
Non tutto è però cosi facilmente decifrabile in "Suddenly". Le digressioni soul-jazz quasi fusion di "Lime" sembrano prive di una direzione ben precisa, il caos armonico di voci e suoni di "New Jade" necessita di tempo per trovare una sua fisionomia, peraltro incantevole, tutti sintomi di quella euforia creativa che Dan tiene a bada nelle tracce più forti melodicamente ("You And I", "Magpie"), ma che sembra sempre sul punto di sfuggirgli di mano quando le cose si fanno più serie.

Per fortuna, il fascino del nuovo album di Caribou è non solo esteticamente ma anche spiritualmente travolgente, al punto da non permettere all'ascoltatore di farsi distrarre dalle turbolenze e dai dubbi che aleggiano sottotraccia, finendo per annullare le pur robuste resistenze concettuali e critiche.
"Suddenly" non è un titolo scelto a caso: quel che a un certo punto vi convincerà a ritornare su queste note non è nulla di programmato o calcolato, ma è qualcosa che avviene per caso, ad un tratto, improvvisamente.

(08/03/2020)



  • Tracklist
  1. Sister
  2. You And I
  3. Sunny's Time
  4. New Jade
  5. Home
  6. Lime
  7. Never Come Back
  8. Filtered Grand Piano
  9. Like I Loved You
  10. Magpie
  11. Ravi
  12. Cloud Song




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