LABOUR feat. Hani Mojtahedy

nine-sum sorcery

2020 (Studio LABOUR) | noise, experimental

La vita è continua saturazione
La vita è nuotare nell’acqua di questo momento
(Sohrab Sepehri)

L’oro nero che muta in energia oscura, mentre il processo di estrazione assume le trame di un rito occulto. Una visione concettuale della linfa del capitalismo e dell’era industriale è al centro di “nine-sum sorcery”, primo disco targato Studio LABOUR, etichetta con base a Berlino.
Il duo LABOUR - composto dal percussionista di Minneapolis Colin Hacklander e dalla sperimentatrice elettronica di Teheran Farahnaz Hatam - dopo aver guadagnato una notevole reputazione negli ultimi due anni per opere su larga scala e performance collaborative d’avanguardia in spazi per concerti e musei - vedi Kraftwerk Berlin, Martin Gropius Bau e Kunsthalle Zürich - si unisce per l’occasione alla cantante curdo iraniana Hani Mojtahedy per dare vita a quella che si potrebbe definire come un’esperienza a metà strada tra l’esoterismo persiano tradizionale e il decadentismo elettronico di matrice teutonica.

Attivi su NTS dal 2020 con uno show mensile che ospita artisti dal Senegal come Mbene Diatta Seck, Birame Ndiaye Rose e Souleyman Faye, Hacklander e Hatam hanno raggiunto nel 2018 una certa fama sull’ambito palco principale del Berlin Atonal, facendosi così largo negli ambienti altri di una Berlino a quanto pare ancora fervida di proposte suggestive.
Sono i versi recitati da Mojtahedy di "Poshte-Daryaha-Shahrist", poesia dell’iraniano Sohrab Sepehri, a inaugurare le due suite in programma: “nine-sum sorcery side A” e “nine-sum sorcery side B”. Parole a cui seguono quelle dell’iraniano Ahmad Shamlou e del curdo iraniano Rahim Loghmani, entrambi cantori di un’alienazione che cerca di convertirsi in mera gioia nello sguardo candido della natura. La linea vocale segue invece il dastgah persiano, nello specifico quattro delle sette classi ufficiali: Homayoun, Mahour, Hijaz e Nava.

“nine-sum sorcery” contiene vocalizzi che mirano al conto alla rovescia prima della catastrofe definitiva. Lamenti che si insinuano sottopelle, mentre gli algoritmi creati modellano un tappeto di suoni collegati concettualmente alla polvere e alle particelle del deserto. E' una sinapsi che unisce un assetto coriaceo programmato con precisione chirurgica dalla Hatam e il calore dell’ugola ferita di Hani Mojtahedy. Un amplesso artistico rafforzato dai ritmi in scia voodoo di Hacklander, i cui guizzi alle pelli salgono in cattedra perlopiù all’improvviso, rapaci come un falco pellegrino in missione.

Il petrolio è così l’essere senziente che trasmigra la propria anima maledetta nel calore del deserto. Una visione dettata dalla lettura del sopracitato “Cyclonopedia”, testo incentrato sulle peripezie dell’archeologo e professore di matematica antica Hamid Parsani, scomparso in circostanze misteriose. Studi dai quali salta fuori l'idea che il petrolio possa avere una duplice natura, preziosa e nefasta al tempo stesso. Parsani è infatti in grado di decodificare la celebre croce di Akht e arrivare agli schemi dell'evento apocalittico predetto nell'antica leggenda di Gog e Magog, figure mostruose della tradizione biblica e islamica il cui compito è inneggiare al caos che precede il tracollo finale.

Tra un lamento e l'altro, il canto di Mojtahedy rimanda per tutto il tempo a quello di una sirena che allerta con disperazione un uomo distratto dalla potenza ambigua dell’oro nero. E' un richiamo nel quale la poetica dei versi prescelti in origine cozza di continuo con la natura asettica dei modulari. Non a caso, in entrambi i movimenti l’impressione è quella di giacere all’interno di un minareto figurato, considerato per l'occasione come uno spazio immaginario da cui rimbombano boati e frastuoni, a emulare i turbamenti di un’umanità che sembra avere smarrito la propria essenza. Un'umanità che estrae inconsapevolmente il proprio cadavere dalla terra, e che vede il capolinea di un’era gloriosa ma che rinuncia ad ammetterlo, tra contorsioni ritmiche atte a scuoterla e lamenti canori di vario tipo.

“nine-sum sorcery” apre dunque scenari destabilizzanti. L’esorcismo di una fine per intraprendere un nuovo inizio è appena cominciato.

(01/12/2020)

  • Tracklist
  1. nine-sum sorcery side A
  2. nine-sum sorcery side B 
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