Magma

Eskähl 2020 Bordeaux - Toulouse - Perpignan

2021 (Seventh Records) | progressive rock

“Eskähl 2020 Bordeaux – Toulouse – Perpignan” è la prima e al momento unica registrazione dell’attuale formazione dei Magma, il progetto musicale creato dal batterista francese Christian Vander negli anni 70 e ancora oggi in attività. Il gruppo conta oggi sei cantanti (Stella Vander, Hervé Aknin e Isabelle Feuillebois solisti, Sandrine Destefanis, Sylvie Fisichella e Laura Guarrato ai cori), due tastieristi (Simon Goubert e Thierry Eliez, anche al canto), basso (Jimmy Top), chitarra (Rudy Blas) e batteria (ovviamente Christian Vander, occasionalmente anche alla voce) e si presenta in gran forma in questo doppio cd con brani tratti da tre serate ravvicinate di un tour poi interrotto per la pandemia.

Il primo cd è interamente occupato da una delle opere più rappresentative dei Magma, la  “Theusz Hamtaahk Trilogy”, formata dalle lunghe composizioni “Theusz Hamtaahk”, “Wurdah Itah” e “Mekanik Destruktiw Kommandoh”, qui proposte in versioni abbreviate e unite in un’unica esecuzione. Per Vander la musica sembra una missione ancora prima che una passione o un mestiere, e come di consueto non si limita a portare in tour i vecchi brani ma sceglie di esplorare tutte le potenzialità offerte dal nuovo ensemble, pertanto anche classici come questi già ampiamente documentati dal vivo aggiungono qualcosa alla storia della band nelle versioni di "Eskhal 2020".

La trilogia si snoda come una lunga cavalcata sonora sorretta da un blocco ritmico potente e preciso su cui voci e strumenti creano un’alternanza di cupo, decisamente prevalente, e sereno. Il basso ha un suono corposo che ne fa un perfetto compagno di squadra della batteria di Vander, che nonostante l'età continua a percuotere pelli e metalli con incredibile energia e impegno, come se la precisione di ogni suono fosse questione di vita o di morte. Sulle strutture ritmiche ripetute e ossessive la chitarra elettrica e le tastiere scorrazzano libere mentre i cori creano un'atmosfera solenne e drammatica, interpretando di volta in volta quelli che sembrano mantra, scioglilingua, invocazioni. Le linee vocali interagiscono alla perfezione con gli strumenti e aumentano il senso di dramma e solennità marziale, anche grazie al suono delle parole, cantate in una lingua inventata da Vander, il “kobaiano”, che, lungi dall’essere una bizzarria da band anni 70, dà un enorme contributo al risultato musicale, oltre a far parte dell’immaginario fantascientifico e “alieno” che caratterizza l’intera opera del gruppo.

Per descrivere la musica dei Magma si fa spesso ricorso a Wagner e Orff per l’aspetto corale e la solennità delle composizioni, cui si potrebbero aggiungere alcune opere di Steve Reich per l’interazione tra suoni e voci e per il sapiente uso di ripetizione con addizione e sottrazione di strumenti, jazz-rock, soul e persino scat, ma pur accostando fonti così diverse, il risultato non ha nulla del “collage” che si potrebbe immaginare e non somiglia realmente a nessuna delle fonti citate, utili solo per offrire alcuni riferimenti. Al contrario, tutto è sorretto da una incredibile coerenza sonora, e la trilogia, con il suo alternarsi di emozioni e atmosfere, ne è la prova più eloquente.

Il secondo cd presenta un volto diverso del gruppo. Si apre con “Kobaia”, il primo brano del primo album dei Magma del lontano 1970: siamo su coordinate più decisamente jazz rock, con una canzone in parte in inglese sorretta da un basso slap, ampio spazio per i musicisti per un po’ di jam session e un’esplosione di chitarra abrasiva che mette in luce ulteriormente il potenziale della nuova formazione. La discontinuità rispetto alla prima parte di “Eskhal” è confermata dalla rilettura di "For Tomorrow" di McCoy Tyner, che suona perfetta per i Magma, anche grazie alle linee vocali senza testi del brano. La band qui si lascia andare a un suono jazz più tradizionale, con tanto di assolo di batteria di Vander. Segue l’intensa "Auroville", una composizione del pianista Michel Grailler, con le tastiere protagoniste assolute.

A chiudere il doppio live è l’inquietante “Troller tanz”, un brano tratto dal disco "horror" dei Magma “Udu Wudu”. Anche qui il cambio di ensemble garantisce un risultato fedele all’originale ma modificato e arricchito, con l’aggiunta delle voci a eseguire la melodia principale, una danza degli spettri veloce e suggestiva, in cui il gruppo riesce a fondere un’atmosfera da “casa infestata” e lo stile tipico della formazione francese, un po’ come se Vincent Price ci invitasse a cena su un pianeta alieno.

Nonostante i Magma abbiano già pubblicato molti live, “Eskahl 2020” aggiunge diverse novità e brani completamente inediti, come le due cover del secondo cd, e fornisce un’ampia rappresentazione delle diverse anime del gruppo, rappresentando così un buon punto di accesso per i neofiti e un prezioso documento per gli appassionati.

(29/10/2021)

  • Tracklist
  1. Theusz Hamtaahk - Fragment
  2. Wurdah Itah - Fragment
  3. Mekanik Destruktiw Kommandoh - Fragment
  4. Kobaïa
  5. For Tomorrow
  6. Auroville
  7. Tröller Tanz
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