Hold On, aspetta. Quattordici anni ci hanno messo gli
Yuppie Flu, band ormai cult del circuito
underground italiano, per dirci che avremmo dovuto aspettare un loro ritorno, ma paradossalmente proprio mentre ce lo rivelano, ci danno anche nuovi segnali di vita con questo piccolo Ep. Solo tre pezzi, tre canzoni dirette e coinvolgenti per ricordarci chi sono, per ricordarci che quando il loro elettropop si insinua nei nostri lettori, nei nostri ascolti quotidiani, nelle nostre orecchie, poi è difficilissimo staccarsene.
Il breve lavoro si apre con la
title track, appiccicosa ed efficace
pop song dal ritornello killer tanto semplice quanto indimenticabile, che fa staffetta all’interno del brano con un verso dal cantato spiccatamente hip-hop. Il risultato supera la somma delle parti, e nella sua spontaneità pop il pezzo diventa subito un piccolo classico del gruppo.
La successiva "Sweet Ghost" non si discosta troppo dal canovaccio dell’
opener, con i suoi suoni vivaci e le ritmiche trascinanti che fanno subito venire voglia di festival estivi, ma è più classica nelle linee vocali. Tuttavia anch’essa non disprezza qualche coretto che le conferisce quel sapore agrodolce tipico dell’indie-rock dei nostri.
La conclusiva "Nothing" cambia decisamente registro, rallentando e portandoci in atmosfere più tranquille a metà tra country-folk e indole
emo. Una piccola ballata per sconfitti che sul finale si allunga in un assolo squinternato e romantico.
Non sappiamo ancora se questo piccolo Ep possa essere per gli Yuppie Flu il preludio per un ritorno in pompa magna, da eroi silenziosi le cui gesta cominciano a disperdersi nei nebbiosi meandri del passato. Quel che è certo è che, anche se ci hanno avvertito con un po’ di ritardo, noi siamo qui ad aspettarli.