Mingjia

Star, Star

2023 (New Amsterdam)
baroque-pop, modern classical, jazz, prog

Sul suo sito web Minjia si presenta con un elenco impressionante di titoli: compositrice, vocalist, curatrice di eventi, direttrice di orchestra, disegnatrice. È facile chiedersi se questa versatilità possa diluire la sua attenzione, ma nel suo Lp di debutto mostra di essere perfettamente a suo agio in un lussureggiante microcosmo che include una vasta gamma di idee musicali, una nutrita orchestra e testi che spaziano dalle sue riflessioni sentimentali a elementi fantastici.

L'album inizia con l'opulenta "Sane // The Dancer", un'ouverture tentacolare di quasi sette minuti che dà il tono all'intero viaggio. Sezioni d’archi, pianoforti sincopati, intermezzi di flauti si muovono indisturbati in un’atmosfera barocca che rivela qualche legame con lo stile di Joanna Newsom. “Losing // the Dancer II” è una sorta di dialogo musicale a due voci fra la stessa Minjia e l’artista ospite Việt che si snoda in un susseguirsi di cambi di tempo, irruzioni elettriche (synth, chitarre) e che svanisce in un sussuro quasi robotico. La title track “**_*” e “Saint” iniziano in maniera simile con un pianoforte e un ritmo chamber-pop molto orecchiabile. La seconda, però, è direzionata verso una dimensione evocativa e fantastica. La cantante di origine cinese si muove abilmente fra violini melodrammatici, intermezzi parlati e cori in stile Disney.

La seconda parte di “Star, Star”, quasi interamente dedicata al nostro satellite, è più sperimentale, con deviazioni decise verso il jazz (“Moon II, Dusk, Dawn”) o verso la musica tradizionale: “Moon I, Time Is But A Sound”, ad esempio, è impreziosita da un lungo assolo di zheng. L’ultima canzone “lunare”, “Moon IV, The Birds Could Not Sit Still” è una vetrina per le formidabili capacità vocali di Minjia, che raggiungono un’estesione da soprano nel concitato climax centrale e un lirismo emozionante nello struggente finale cinematografico.

Con la conclusiva “Madam // & Now”, si ritorna alle atmosfere calde e melodiche iniziali. Accompagnata dalla fidata Tortoise Orchestra e da un morbido pianoforte, la giovane compositrice conclude un album che è un piccolo miracolo di architettura musicale. Perfettamente a suo agio con gli arrangiamenti orchestrali così come anche nei momenti più legati all’improvvisazione, Minjia dimostra una sorprendente versatilità. Nella sua ricerca melodica, “Star, Star” è un album che si ascolta agilmente, ma trova il suo punto di forza nell’intricata ragnatela di rimandi, citazioni, racconti, a volte strabordante, ma sempre tenuta insieme dalla personalità di Minjia.

07/02/2024

Tracklist

  1. Sane // the Dancer
  2. **-*
  3. & Then
  4. Losing // the Dancer II
  5. Saint
  6. Everything Looks Prettier From Afar
  7. moon I: Time Is But A Sound
  8. moon II: Dusk, Dawn
  9. moon III: Sun, Ocean
  10. moon IV: The Birds Could Not Sit Still
  11. Madam // & Now

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