Ko Shin Moon - Sîn

2025 (Total Totem)
psychedelic fusion, world music, electropop

I Ko Shin Moon nascono nel 2017, dall’incontro di Axel Moon con Niko Shin; il primo era appena tornato a Parigi dall’India, dove aveva approfondito la musica folk, il secondo stava avviando un proprio studio di registrazione. Da allora hanno pubblicato quattro album, che si muovono sul confine tra musica tradizionale e sperimentazione, Oriente e Occidente, innovazione e recupero del passato. In questo viaggio hanno spesso accolto collaboratori vari, per arricchire una tavolozza di suoni e generi che spazia dal rock alla psichedelia, dalle musiche tradizionali del Medio Oriente all’elettronica da club europea. 

Per “Sîn” il lavoro è cominciato tre anni fa, durante il tour di supporto a “Miniature”. Come spiega il gruppo, l’energia dei live e l’incontro con musicisti diversi ha alimentato la composizione dei nuovi brani. Il titolo deriva dalla divinità mesopotamica della Luna, ma è evidente anche il riferimento a “sin” in inglese. Intorno a queste due polarità si gioca la chiave interpretativa dell’album; le suggestioni mediorientali e antiche, il peccato e la trasgressione. 
“Pergame” è un preludio acustico, fatto di echi medievali e mediorientali, che in un crescendo ci accompagna a “Le Soleil”; drum machine, andamento sincopato, e strumenti che si aggiungono via via, fino alla voce, che canta in francese (in questo caso).
La successiva “Lean On Love”, con la cantante indiana Damini Bhatla alla voce, in lingua Tamil, è un pezzo sia spirituale sia cybernetico, in cui la musica etnica si incontra con il pop anni Zero

“Hayati” si sposta in ambiente disco, con il tema arabeggiante espresso dal Moog. Il brano ha un andamento solare, ma si chiude con un mix di voci elettroniche decisamente meno rassicuranti. È il momento di una delle star tra gli ospiti di “Sin”: Mabel Matiz alla voce in “Perperişan”, per uno dei brani più radiofonici del disco, che si muove con il passo pesante della linea di basso nei territori del desiderio e del superamento dei tabù. Per questa canzone, presentata come collaborazione e singolo dallo stesso Matiz, il cantante turco ha ricevuto una denuncia da parte del ministero degli Interni ed è comparso in tribunale per rispondere dell'accusa di "oscenità" (le conseguenze potrebbero arrivare fino al carcere). 

La prima parte tematica si conclude con “Wa’wi Ya Thiba,” che vede alla voce la cantante siriana Sarah Husein, per un brano etnico intorno all’amore e alla vulnerabilità. Se finora il nucleo tematico dell’album era quello del desiderio e dell’amore, gli ultimi tre episodi segnano uno stacco, in cui è l’estasi a prendersi la scena; religiosa, passionale, allucinata, ma di estasi si tratta. Così lo strumentale “Arkad” è un frenetico pezzo dance, nervoso e incalzante, ma anche liberatorio e irriverente. “Lupa sacra”, con alla voce Tuasorellaminore, è in italiano, si muove tra l’italodisco e l’eurodance nel suo crescendo via via più forsennato; è un brano che evoca scenari mediterranei, tra religioni antiche e culti misterici. Infine, “Bleu” conclude il lavoro riepilogando quanto sentito finora, nel ritmo, nell’elettronica, nei synth, nelle voci, nelle sonorità, nelle scale minori con il semitono abbassato. 

Sîn”, in conclusione, è un album audace e sorprendente; non si muove tanto sui confini dei generi, ma li attraversa e li rimescola. Ricontestualizzando stili e suoni all’interno del vasto mondo della musica elettronica, mai così aperto a riconnettersi con mondi remoti e sonorità lontane.

16/12/2025

Tracklist

  1. Pergame
  2. Le Soleil
  3. Lean On Love
  4. Hayati
  5. Perperisan
  6. Nouvelle Lune
  7. Wa'wy Ya Thiba
  8. Arkad
  9. Lupa Sacra
  10. Bleu

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