Katamine - Lag

2007 (Tinstar Creative Pool)
folk, songwriter

Assaf Tager, aka Katamine, è stato chitarrista per Moloko, Beth Gibbons e Elliott Smith ma se dovessimo dire da chi di questi artisti è stato maggiormente influenzato per questo secondo lavoro da solista andremmo a colpo sicuro verso il compianto cantautore di Omaha, in particolare da quel capolavoro di desolata intimità che è “Either/Or”.
Il cantautore israeliano, un po’ come Smith in quel disco, si affida quasi unicamente a voce e chitarra per creare ballate folk sofferte e dimesse che raccontano storie di emarginazione, sconfitte personali, solitudine e amori tribolati.
Progetto lodevole, ma anche assai rischioso, giacché non tutti sono capaci di affrontare un così arduo e scarno territorio emozionale; le canzoni di “Lag” sono spogliate di tutto, nude e fragili come il viso ritratto in copertina, giocate su pochi accordi di chitarra, e cantate con voce estremamente esile, in questo modo si corre il pericolo di avere un’impressione generale di piattezza e livellamento che può minare l’ascolto.

Album di questo tipo però vanno ascoltati con calma e pazienza, più volte, per poterne cogliere le delicate sfumature, così facendo si riescono ad apprezzare appieno i lavori di Tager; l’urgenza di arpeggi e cantato in “Old Catherine’s Box”, che ricordano dei Pearl Jam acustici, il tenero accompagnamento femminile in “Winchester Gun”, la ritmica brasilian-bossanova di “How Quiet Should I Be”, il brusio spaziale nel sottofondo di “Pulse Song” o il torbido country di “Creep In The Cellar” (cover dei Butthole Surfers).

È nel finale però che “Lag” rivela il suo meglio.
Lo straziante folk-blues di “Where The Ambulance Rolls”, che, immerso tra piccoli suoni elettronici, ricorda certi episodi di Smog, è il pezzo migliore del disco, ma non sono da meno neppure “No Wonder We’re Damaged”, la cui oscura aridità rimanda a Songs:Ohia, o la conclusiva “Someone Came Around”, che nel suo country-folk malinconicamente inquieto ricorda sia Will Oldham per il lato musicale che Elliott Smith per quello umorale.

In tempi di ascolti frenetici, di “senti e archivia o cestina”, questo disco ha oggettivamente poche possibilità di sopravvivere a quanti giudicano dal primo passaggio, ed è un peccato.
Perché, anche se Katamine non sempre riesce a comunicare quel pathos che i suoi maestri e ispiratori recenti sanno (o hanno saputo) creare, “Lag” è un album che con la giusta attenzione può regalare momenti musicali pregevoli ed emotivamente appaganti.

Tracklist

  1. Kick The Kill Higher
  2. Junior Buddha
  3. Old Catherine’s Box
  4. Winchester Gun
  5. How Quiet Should I Be
  6. Pulse Song
  7. Creep In The Cellar
  8. Where The Ambulance Rolls
  9. No Wonder We’re Damaged
  10. Someone Came Around

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