Wzt Hearts - Threads Rope Spell Making Your Bones

2007 (Carpark)
elettronica, impro, noise

Accorti. Scoprire una entità dal quasi impronunciabile appellativo (Wzt è, in qualche inesplicabile modo, una pronuncia di "wet"), risalire la corrente dalla fiorente scena musicale di Baltimora in compagnia di gente quale Dan Deacon è imbarazzante. La bussola sonora serve a poco; e poi non si prestano, questi quattro ragazzini, a rilasciare con scioltezza le proprie impronte digitali.
Sebbene i Wzt Hearts - lungi dal servirsi di stravaganze, loschi traffici e/o pacchianerie - si dimostrino un collettivo impetuoso e coraggioso: ogni traccia, su "Threads Rope Spell Making Your Bones", reca con sé una fresca fettina di tortino avanguardistico.

Sarebbe assai semplice utilizzare la comoda etichetta "dalle parti di...". Basta sottolineare che l'etichetta, la Carpak Records, ha non molti mesi addietro rilasciato l'ottimo esordio dei Belong ("October Language"), e che con il disco in oggetto prosegue sulla strada della sperimentazione, dell'oltre, del "diverso". Non perdendo però la rotta, quella di una elettronica al servizio di spazi entropici e liquidi, spesso e volentieri sfiorando quel "rumore bianco" ormai di casa negli ambienti Black Dice.
Assolutamente stopposo l'ascolto, si direbbe per pochi intimi. Ma, scavando a ritroso, ecco manifestarsi il fantasma del "Damaged" targato Black Flag, con quelle "cattiverie" proprie dell'hardcore californiano fine anni Settanta che dona alla produzione ancor più interesse.

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