The Atomic Bitchwax - Tab 4

2009 (Tee Pee)
hard-rock, stoner
A cosa serve un disco degli Atomic Bitchwax, oggi? Praticamente, a niente. Soprattutto se la band, fondata dall’ex chitarra dei Monster Magnet, Ed Mundell (oggi rimpiazzato da Finn Ryan dei Core), si riduce a suonare un hard-rock piuttosto dozzinale, pur se con qualche traccia di stoner che, qua e là, cerca di dare più consistenza visionaria a un sound tremendamente stantio.

Gli unici che ancora ci credono sono i signori della Tee Pee, la cui press release, ovviamente, le spara grosse. E, invece, messo su “Tab 4” ci assale un senso di noia senza fine. Accanto a strumentali acrobatici e fradici di wah-wah deliranti (“Super Computer”, “Giant”), compaiono il groove pulsante, su fondali di organo, di “Revival”, gli Aerosmith di terza mano di “Don’t Do It”, lo psycho-rock tutto bellino, ma senza una briciola di inventiva, di “Middle Man” e lo stoner esuberante di “Daisy Chain” (che, almeno, vanta un ritornello accattivante).

Il disco gira a vuoto, tutto preso dal desiderio di dimostrare chissà cosa. La stessa cover di “Astronomy Domine” dei Pink Floyd appare poco convincente, oltre che davvero fuori luogo. Poi, arriva “Wreck You” e la frittata è definitivamente fatta: power-ballad che vorrebbe essere epica, ma fa, onestamente, ridere i polli.

Vuoi vedere che, alla fine, il momento più interessante è rappresentato da quell'ipotetica versione “sudista” dei Kinks che risponde al nome di “Pawn Shop”? Un minuto e quarantadue secondi: potevano farci un singolo e avere tutto il tempo, poi, per cazzeggiare in giro.

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