L'incontro tra il poeta scozzese Gerry Mitchell e il non più così oscuro gruppo londinese dei Various Production richiama alla mente la collaborazione di qualche anno fa tra Ken Downie dei Black Dog e il poeta (sempre scozzese) Black Sifichi ("Unsavory Products", Hydrogen Dukebox). Per l'occasione i Various Production mettono da parte le ritmiche profonde e spezzate dei loro precedenti lavori concentrandosi maggiormente sulle atmosfere e sugli intarsi folk con cui arrangiano i diciassette brani in scaletta. Arpeggi di chitarre acustiche mandati in loop su paesaggi desolanti che fanno da tappeto alle liriche cupe e ciniche di Mitchell. Nonostante il colore predominante dell'intero "The Invisible Lodger" sia il nero, su alcune tracce ("The Unwritten Book") emerge l'attitudine pop dei Various Production, comunque stemperata dal tono monocorde della linea vocale.