Dopo il maldestro tentativo di “Glossolalia” di rintracciare una via di mezzo tra gli Incantation e i Gorguts di “Obscura”, Jjarnd Msdiun e il suo progetto Uzumaki mostrano segni di miglioramento con queste otto tracce nuove di zecca.
Msdiun fa tutto da solo, concedendosi ancora un’escursione sonica in cui al riffing perpetuo e dissonante delle chitarre corrisponde un drumming zoppicante che accentua il carattere instabile delle strutture, come si evince nell’immediato dalle trame di “Representation of Appropriation” e, soprattutto, “Treacherous Installments”. La voce è un grugnito disumano che macina sillabe su sillabe di depravazione e dolore, spesso lanciandosi in acuti osceni che sembrano provenire direttamente dall'universo di Keiji Haino; la musica, invece, avanza a furia di stecche, progressioni free-form (sembra ci sia anche il free-jazz tra le passioni del Nostro…) e orribili conflagrazioni strumentali.
Brani come “Unconventional Shadows”, “Satirical Birth” o la più frenetica “Need for Certain Narratives” non sono proprio l’epitome dell’orecchiabilità e mostrano ancora un certo grado di pretenziosità, eppure la sensazione è che, limando poco alla volta gli spigoli, Uzumaki possa, prima o poi, dire qualcosa di interessante nell’ambito del death-metal più sperimentale.