Formazione austriaca di power metal sinfonico, in pista dal 2000, i Visions Of Atlantis un paio d'anni fa hanno messo a segno il colpaccio della vita. Dopo sette album in studio, più un demo, un paio di Ep e qualche disco dal vivo, tutti passati per lo più inosservati oltre i confini nazionali, e realizzati fra continui cambi di line-up (l’unico membro originario è il batterista Thomas Casier), nel 2022 il collettivo ha pubblicato “Pirates”, un lavoro che li ha catapultati su un livello superiore, per merito del maggior utilizzo di cori e arrangiamenti orchestrali. Un approccio ancor più epico che ha consentito loro di allargare la schiera di fan in tutta Europa e di ricevere critiche entusiastiche dalla stampa specializzata del Vecchio continente.
La maggior attenzione nei loro confronti oggi è palpabile: il nuovo album, “Pirates II – Armada”, è stato prontamente recensito da tutte le più importanti testate europee del circuito metal ed è in partenza un imponente tour promozionale, che toccherà 33 città in ogni angolo d’Europa, comprese due date in territorio italiano, previste il 19 ottobre al Legend Club di Milano e il 25 ottobre al New Age di Treviso. Nuovo album che è stato architettato come ideale prosecuzione del precedente, con la saga piratesca che continua a caratterizzare una narrazione ancor più convincente, grazie anche alla sopraggiunta stabilità dell'organico, guidato dalle voci della soprano francese Clémentine Delauney e del nostro connazionale Michele Guaitoli.
“Pirates II – Armada” è un disco di area metal non privo di qualche sovrastruttura prog, specie nel caso dei due brani più diluiti, la melodramamatica “The Dead Of The Sea” e la conclusiva “Where The Sky And Ocean Blend”. Un lavoro che assicura energia senza soste (“Armada”, “Hellfire”), aprendosi non di rado a squarci melodici e armoniosi, come nel caso di “Monsters” e di “Magic Of The Night”, impreziosite da ritornelli decisamente catchy. In alcuni casi la ritmicità imposta dalla band acquisisce sfumature dall’inequivocabile sapore folk (“Tonight I’m Alive”), in altri frangenti è la dolcezza a trionfare, racchiusa in ballad morbide e avvolgenti: “Ashes Of The Sea” e “Underwater”.