Da fenomeno nazionale a genere d'esportazione, l'
amapiano ha conosciuto negli ultimi anni una salita esplosiva, issandosi a portabandiera di un paese da diversi anni in pienissimo fervore creativo. La sua immediatezza melodica, l'eleganza felpata di
beat e produzione, la natura istintiva e collaborativa sono indubbiamente elementi a favore di una simile popolarità su scala globale, unita a una riconoscibilità di tratto che nei sempre più inestricabili meccanismi delle piattaforme
streaming rende più semplice l'assimilazione nelle
playlist di successo. Niente, però, avrebbe la stessa forza se a tale mescola mancasse una passione bruciante, un tocco dell'anima che rende il genere tra i più
soulful di tutto il panorama dance. Dopo aver realizzato due anni fa uno degli album più rappresentativi dell'amapiano intero, i
Megadrumz tornano con un nuovo progetto, che ne ribadisce appieno le qualità produttive, il tocco vellutato di un
sound manipolato con grande cura e partecipazione emotiva, grazie anche a un ricchissimo
parterre di voci che nuovamente si insinua a fondo nelle trame escogitate dal duo. Per ritrovare la forza della propria "mega anima".
Felpato, sempre vicino a tentazioni lounge, il
Megadrumz-sound maschera con un'apparente omogeneità di tratto il suo sottile impiego di variazioni e cambi di tono, grazie anche a un gioco di scrittura che dinamizza l'andamento
midtempo di basi e arrangiamenti. Dai sette assolati minuti dell'iniziale "Asilele", lambiti da una gentile brezza marina, l'album passa attraversato momenti di pura riflessione
soul ("Uthando Lusekhona", "Nakuwe"), vibranti scenari urbani, condotti con fare quasi corale ("Ugologo"): consci della lunghezza tutt'altro che modesta, i due
producer imbastiscono "Mega Soul" con la concezione di un lungo viaggio, attraverso le tappe di un Sudafrica pieno di sentimento, colto nel pieno della sua passione.
A volte le soste prevedono passaggi di maggiore intimità (le tastiere ovattate che accompagnano "Vele Vele"), altre volte traspare un più accentuato brio espressivo (gli accenti percussivi e le scintille di chitarra di "Kukude"), la forza e l'impatto dell'anima prendono però sempre il sopravvento, dimostrando di essere elementi centrali di un suono e un contesto che sanno spingersi ben oltre i confini della pista da ballo.
La passione, d'altronde, non ha bisogno di velocità per lasciar ardere il proprio fuoco, può anche prendersi tutto il tempo che le serve, bruciare il combustibile con dosata accortezza: con i suoi più di ottanta minuti di durata, "Mega Soul" parla un linguaggio di sofisticata sensualità, chiarisce ogni passaggio senza alcun bisogno di alzare (troppo) la voce. Una nuova
masterclass amapiano targata Megadrumz, con tutti gli annessi e i connessi del caso: il genere non poteva trovare più suadenti portavoce.