Ron Gallo - Checkmate

2025 (Kill Rock Stars)
folk-pop
I dispacci d’agenzia che hanno preceduto l’uscita del nuovo album di Ron Gallo sono stati molto chiari: l’ex-membro dei Toy Soldiers, nonché autore solista di un buon numero di progetti garage-rock dall’indole psichedelica, si è messo nuovamente in discussione. Ma questa volta non sono i testi a offrire elementi di novità, bensì le sonorità riflessive e introspettive che hanno spazzato via il caos e anche un po’ del sarcasmo dei dischi precedenti.
E’ un album sincero, “Checkmate”, una raccolta di canzoni ispirate dal felice rapporto coniugale, in parte influenzato anche da un recente soggiorno in Italia. E' un progetto di rottura, un cambio di prospettiva tanto brutale quanto romantico.

“Il mondo sta finendo, a cosa posso aggrapparmi?”: è racchiusa in questa frase la svolta di un lavoro composto per solo voce e chitarra, e poi rifinito con sonorità bedroom-pop morbide e avvolgenti, in un set di canzoni tanto confidenziali quanto disilluse. E’ un cambiamento che però funziona solo in parte: le intenzioni di Ron Gallo sono schiette, oneste, ma questo canto d’amore è musicalmente alternante. La formula, infatti, per un attimo sembra funzionare (la title track), a tratti si tinge di deliziosi accordi di bossa nova (“Free Advice”), ed eleganti nuance folk-jazz (“Giant Silent Disco”).

Quel che non manca all’autore è senz’altro mestiere e buon gusto, ciò permette a canzoni tanto semplici quanto scontate (“I've Already Won”) di preservare un discreto fascino, ma la prevedibilità è sempre dietro l’angolo (“Fantasy”, “One Catch Of The Eye”). Inoltre, la voce di Gallo non sempre si adatta al ruolo di crooner, e da romantici alcuni brani diventano leggermente melensi (“Feel - It - All Phase”, “Too Tired To Love You”).
L'autore mette a segno almeno un paio di episodi da conservare con cura (la già citata title track e la vezzosa ”Somebody God Would Want To Chill With”) e i fan difficilmente troveranno ostico questo momentaneo tuffo nei sentimenti (“Trampoline”), ma una leggera auto-indulgenza, una prestazione vocale a tratti monotona e i testi non particolarmente brillanti rendono l’album non del tutto convincente.




Ron Gallo sul web