La canzone perduta dei Pink Floyd che fu pubblicata da Marianne Faithfull

27-04-2026

Il trauma Syd Barrett ha attraversato l’intera saga dei Pink Floyd, lasciando tracce evidenti - dall'intero album "The Darks Side Of The Moon" alla storia suite "Shine On You Crazy Diamond" - ma anche testimonianze minori, rimaste a lungo nascoste. Una di queste è "Incarceration Of A Flower Child". La progressiva uscita di scena del primo leader, fondatore e primo motore creativo del gruppo, la sua parabola dolorosa, segnata da un talento fuori misura e da insanabili fragilità personali, lasciò un segno profondo nei compagni di band, in particolare in Roger Waters, che nel 1968 - l’anno dell’addio di Barrett - scrisse di getto un brano ispirato proprio a quella caduta, intitolato proprio "Incarceration Of A Flower Child" (letteralmente: "Incarcerazione di un figlio dei fiori"). Un testo molto intimo e personale, accompagnato da una melodia piuttosto distante dalle coordinate sonore del gruppo in quel periodo. Forse proprio per questo la canzone non venne mai registrata dai Pink Floyd, finendo invece tra i materiali d’archivio di Waters per decenni.

A riportarla alla luce dopo più di trent'anni fu Marianne Faithfull. L’iniziativa partì proprio dalla cantautrice britannica: una telefonata all’amico Roger Waters, la richiesta di ascoltare eventuali inediti, e la successiva selezione di un brano che il leader dei Pink Floyd riteneva adatto alla sua voce e alla sua sensibilità interpretativa. Il risultato fu l’inclusione di "Incarceration Of A Flower Child" in "Vagabond Ways", album pubblicato nel 1999, dove la canzone trovò una collocazione coerente e una nuova identità. In seguito, una versione demo venne resa disponibile nella ristampa del disco, offrendo una prospettiva più vicina all’idea originaria di Waters, che torvò quindi in Marianne la voce che poteva finalmente esprimere l’intimità dolente di quei versi e di quella storia personale.



Il legame tra i due non si è esaurito lì. Dopo la scomparsa di Marianne Faithfull, avvenuta il 30 gennaio all’età di 78 anni, Roger Waters ha scelto di ricordarla pubblicamente con parole e musica. In un messaggio condiviso sui social, ha scritto: "La mia adorata amica Marianne Faithfull ha lasciato questa vita mortale, le volevamo bene", rievocando anche il loro ultimo incontro: "Ho pranzato con lei e con suo nipote Oscar la scorsa estate. Stavano lavorando alla sua nuova canzone, 'Love is'. Ora è finita. Oscar me l’ha mandata ieri. È bellissima. Parole finali perfette per una grande donna".
Nel suo tributo, Waters ha affiancato ricordi personali a un brano postumo della cantante, "Love Is", incluso nell’Ep "Burning moonlight". La canzone, realizzata insieme al nipote Oscar Dunbar e arricchita dal violino della nipote Eliza, è descritta come una "tenera riflessione sul mistero dell'amore". Lo stesso Dunbar ha sottolineato il valore affettivo del pezzo: "'Love is' è come un legame con mia nonna, che custodirò per sempre, e ogni volta che la ascolto, mi sento trasportato indietro nel tempo, per stare con lei".



Dall’inedito scritto all’ombra della crisi di Syd Barrett fino al ricordo affidato a una canzone postuma, il rapporto tra Roger Waters e Marianne Faithfull si è sviluppato dunque negli anni lungo una percorso disseminato di scambi artistici e memorie condivise.

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