Wim Mertens

Wim Mertens

Il minimalismo dal volto umano

di Giampiero Bigazzi

Dagli esordi con i Soft Verdict alle colonne sonore per Peter Greenaway e Jan Fabre, fino alla evoluzione "orchestrale" dei progetti più recenti. Parla il compositore belga che ha saputo aggiornare le intuizioni minimaliste di Philip Glass con una emozionante gamma di armonie

Quando penso a Wim Mertens, raffinato musicista e intellettuale, e alla sua musica, lieve ma interiormente complessa, m’immagino momenti di pacata quotidianità, romantica e minima, intima. Piccole ma intense stanze con molta luce, un chiarore che ti riscalda dentro. Finestre che offrono sprazzi sul profondo verde delle Ardenne o sull’ondulata linearità delle Fiandre. M’immagino un leggero vento, di quelli che ti svegliano e ti obbligano a pensare, e il Mare del Nord, freddo ma coinvolgente, come sfondo.

Pianista e compositore fiammingo, Mertens si è imposto come ricercatore di musiche non convenzionali, come un artista paradigmatico nel frastagliato universo dell’avanguardia europea. Le sue composizioni, improntate da chiari echi provenienti dalla tradizione classica e da una vocazione melodica di matrice popolare, appaiono sostanzialmente leggere, cariche di bellezza, ma anche intrinsecamente complicate, spesso articolate in ardite strutture labirintiche. Sviluppate attraverso un’intricata matassa di citazioni e richiami.
Un intenso lavoro sempre in equilibrio fra teoria e pratica: la lunga serie di prodotti discografici, dagli album per pianoforte e voce a quelli realizzati con originali piccole orchestre, a quelli dedicati a uno strumento solo (tutti lavori che non nascondono mai il principio di dare al disco il giusto ruolo di oggetto d’arte), le colonne sonore per il cinema e il teatro, la feconda attività concertistica svolta sui palcoscenici di tutto il mondo. Le storie raccontate non con le parole, ma con l’intima delicatezza del suo personale linguaggio vocale. Le orchestrazioni inconsuete, affatto altere.

In oltre vent’anni di carriera (avendo intrapreso la professione di musicista relativamente tardi), ha fatto breccia sugli animi più sensibili, ma forse anche su una fetta di umanità contraddittoria e inaridita, preoccupata ma disponibile verso la libertà intellettuale. Verso una spiritualità laica. Verso l'uso dell'intelligenza. E quindi predisposta alla ricchezza dei sentimenti.
Mertens è un vero e proprio maestro della divulgazione d’avanguardia, con la sua musica colta e accessibile. Una musica senza confini, senza timori, senza nome.

© Materiali Sonori

Wim Mertens

Il minimalismo dal volto umano

di Giampiero Bigazzi

Dagli esordi con i Soft Verdict alle colonne sonore per Peter Greenaway e Jan Fabre, fino alla evoluzione "orchestrale" dei progetti più recenti. Parla il compositore belga che ha saputo aggiornare le intuizioni minimaliste di Philip Glass con una emozionante gamma di armonie
Wim Mertens
Discografia
 At Home, Not At Home (Le Disques Du Crepuscule, 1982)

6

 For Amusement Only (Le Disques Du Crepuscule, 1982)

7

 Vergessen (Le Disques Du Crepuscule, 1982)

6,5

Struggle For Pleasure (1983)

9

 A Visiting Card (1984) 
Maximizing The Audience (Le Disques Du Crepuscule, 1985)

8

 Hirose (1985) 
 Close Cover (Windham Hill, 1986)

7

 Instrumental Songs (A&M, 1986) 
A Man Of No Fortune, And With A Name To Come (1986)

7

 Educes Me (1987)

6

The Belly Of An Architect (1987)

8

 After Virtue (1988) 
 Motives For Writing (1989) 
 No Testament (1990) 
 Sources Of Sleeplessness (1991) 
 Vita Brevis (1991) 
 Alle Dinghe (1991)

6

 Stratégie de la Rupture (Crepuscule, 1991) 
 Hufhuf (1991) 
 Houfnice (1992) 
 Shot And Echo (Crepuscule, 1993)

6

 A Sense Of Place (1993) 
 Epic That Never Was (Crepuscule, 1994)  
 Gave Van Niets (Crepuscule, 1994) 
 Jérémiades (Crepuscule, 1995)  
 Entre Dos Mares (1996) 
 Jardin Clos (Crepuscule, 1996) 
 Lisa (Crepuscule, 1996) 
 As Hay In The Sun (1996) 
 Sin Embargo (1997) 
Best Of (anthology, 1997)

7

 In 3 or 4 Days (1998) 
 And Bring You Back (1998) 
 Integer Valor (1999) 
Integer Valor/ Integràle: To Fill In The Blank (1999) 
 Integer Valor/ Integràle: Written Conversation (1999) 
 Integer Valor/ Integràle: Full Of Cobbles (1999) 
 Father Damien (1999) 
 Kere Weerom Part I: Poema (1999) 
 Kere Weerom Part II: Kere Weerom (1999) 
 Kere Weerom Part III: Decorum (1999) 
 If I Can (2000) 
 Der Heisse Brei (Crepuscule, 2000) 
 At Home, Not At Home (2001) 
 Aren Lezen Part I: If Five Is Part Of Ten (2001) 
 Aren Lezen Part II: Aren Lezen (2001) 
 Aren Lezen Part III: Kaosmos (2001) 
 Aren Lezen Part IV: a-Re (2001) 
 Years Without History, Vol. 1: Moins De Mètre, Assez De Rythme (2002) 
 Years Without History, Vol. 2: In The Absence Of Hindrance (2002) 
 Years Without History, Vol. 3: Cave Musicam (2002) 
 Wim Mertens Moment - Box Set (antologia, 2002) 
 Years Without History, Vol. 4: No Yet, No Longer (2003) 
 Skopos (2003) 
 Years Without History, Vol. 4: With No Need For Seeds (2003) 
 Shot and Echo/A Sense Of Place (2003) 
 Un Respiro (2005) 
 Parte Extra Partes (2006) 
 Composizione per la sfilata di Dior Homme (2008) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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