Torn Hawk

Through Force of Will

2014 (Not Not Fun Records) | hypnagogic-pop

Nostalgia canaglia. O dell’hypnagogic-pop che ritorna a farci l'occhiolino. Tra passato e futuro, il presente qui-ed-ora che armeggia e rovista con i “bei–tempi-che-furono”.
Dietro l’ombra di Torn Hawk si agita la figura del newyorkese Luke Wyatt, conosciuto anche per il suo lavoro di artista visuale. Proprio la fascinazione per le immagini, soprattutto quelle che accompagnano la riesumazione degli anni Ottanta, continua a rappresentare una sostanziosa ispirazione per la sua musica, qui aggiornata da quello che è il suo quarto lavoro in studio, pubblicato su cassetta dalla Not Not Fun.

Laddove molte delle rievocazioni del mondo ipnagogico sembrano, spesso e volentieri, risolversi in frigide polaroid sonore (succedeva anche nei suoi primi lavori), quelle di “Through Force of Will” hanno dalla loro un feeling romantico che le rende immediatamente leggibili ma non per questo banali. Ecco, quindi, che modulando segmenti di chitarra elettrica filtrata e pellicole di elettronica vintage, “Through Force of Will” costruisce dimensioni parallele in cui i piani temporali finiscono per confondersi, risolvendosi in un mero accadere-musicale che lascia sul selciato detriti di ogni sorta.

Si parte con “I Am Returning”, un electro-pop surreale così come avrebbe potuto suonarlo Merrell Fankhauser (magari raggiunto in studio, con una DeLorean infiocchettata, da James Ferraro) e si prosegue tra montaggi sintetici che strizzano l’occhio alla magia del tubo catodico, quasi nascondesse il segreto ultimo di un decennio (“Damage With Jeremy Irons”), dinamiche sculture techno, nel solco di quelle di “10 For Edge Tek” (“Palace Racket”) e il post-punk androide a zonzo nello spazio di “Streets On Fire”.
Numeri quali “Overthrow” assomigliano, invece, a piccoli universi in sé compiuti, dove la stratificazione delle fonti (guidata da un volo chitarristico in lisergica modulazione) mima il flusso indistinto dei ricordi. Quando la tensione si allenta, baluginano dunque vaporose e magnetiche fluttuazioni ambient-drone (“Hutchinson”), oppure l’attraversamento degli spazi siderali si trasforma in un estatico viaggio a ritroso nella propria memoria (il brano eponimo, ma soprattutto “Blindsided”).

(03/05/2014)

  • Tracklist
  1. I Am Returning
  2. Damage with Jeremy Irons
  3. Palace Racket
  4. Hutchison
  5. Streets on Fire
  6. A November Mission
  7. To Overthrow
  8. Through Force of Will
  9. Blindsided
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