Quando i CCCP sbarcarono a Rai2 per un live storico – Video

24-04-2026
Un’esibizione live che, a rivederla oggi, lascia a bocca aperta. Nel 1988 i CCCP sbarcarono su Rai 2, all’interno di "D.O.C.", il programma musicale ideato da Renzo Arbore e condotto da Gegè Telesforo e Monica Nannini. Quasi venti minuti in diretta televisiva, nel cuore dell’ingessatissimo servizio pubblico, per una delle apparizioni più sorprendenti mai concesse a una band italiana così lontana da ogni idea di intrattenimento televisivo convenzionale.
"D.O.C.", del resto, era un caso raro nella tv italiana di fine anni Ottanta: uno spazio quotidiano dedicato alla musica dal vivo, capace di coinvolgere artisti come Chet Baker, James Brown, Joe Cocker, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Solomon Burke, Ivano Fossati, Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori, Lucio Dalla e molti altri. Andava in onda dallo Studio Uno della Rai di via Teulada, a Roma, e per una stagione breve ma intensa portò nel palinsesto pomeridiano un’idea di televisione musicale colta, curiosa, aperta. Distante anni luce da quella attuale.

Il 21 marzo 1988 toccò ai CCCP Fedeli alla Linea. Il gruppo di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni era reduce dal passaggio alla Virgin e dalla pubblicazione di "Socialismo e barbarie". Si era ritagliato una nicchia consistente di fedelissimi fan, ma restava un corpo estraneo rispetto agli standard del pop televisivo. Invece di distribuire i brani tra apertura e chiusura della puntata, la band emiliana chiese un blocco unico, quasi una piccola performance autonoma. Ferretti lo spiegò in studio: "Noi abbiamo un ballerino e una ballerina [Fatur e Annarella], da questo punto di vista siamo una formazione composita. Abbiamo chiesto di avere un blocco di canzoni in modo da dimostrare quella che è la varietà e quella che noi crediamo essere la varietà dei CCCP".
La performance che andò in onda resta ancora oggi spiazzante. Nel pomeriggio di Rai 2 entrarono l’estetica filosovietica, il punk emiliano, il teatro fisico, la liturgia ideologica rovesciata, la presenza straniante di Annarella, "benemerita soubrette", e l’energia scomposta di Fatur. La sequenza comprese "Live In Punkow", "CCCP", "Per me lo so", "Rozzemilia", "Oh battagliero" e "Tu menti": un set breve, compatto, lontanissimo dall’idea rassicurante di ospitata promozionale.
Ecco qui sotto la performance integrale dei CCCP a D.O.C.



Rivedere oggi quell'esibizione impressiona soprattutto per il contesto. Non era una nicchia notturna, non era una rete specializzata, non era un contenitore alternativo: era Rai 2, in una fascia accessibile, dentro un programma del servizio pubblico. Un esperimento che dice molto della libertà concessa allora ad Arbore e alla sua redazione, ma anche dell’impossibilità, oggi, di immaginare qualcosa di simile in un palinsesto generalista.
Pochi mesi prima i CCCP erano passati anche da "Giallo", trasmissione ideata e condotta da Enzo Tortora, dove furono intervistati da Dario Argento. Un altro frammento televisivo anomalo e unico, che conferma quanto la presenza del gruppo in Rai sia stata una delle eresie più affascinanti ad opera del rock italiano nella televisione degli anni Ottanta. E chissà se anche la famigerata casalinga di Voghera avrà apprezzato.

Cccp / Csi su OndaRock

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