MODEST MOUSE - An Eraser And A Maze

2026 (Glacial Pace)
indie pop-rock

Dopo così tanti anni con la chitarra in mano a calcare le scene indipendenti di tutto il mondo, cosa potrebbe dirci ancora Isaak Brock? Si divertirà ancora a suonare indie rock e a ripetere le stesse formule? La decima prova dei suoi Modest Mouse risponde positivamente a queste domande fin dall’incipit – “We’ve been eating our own / We’ve been eating our young / We’ve been eating our own young” – ritornando all’autoproduzione, proseguendo la proficua scia del songwriting maturo di “The Golden Casket” (Epic, 2021) e onorando la dipartita dello storico batterista Jeremiah Green.

“An Eraser And A Maze” in fondo è la sintesi delle soluzioni compositive e di arrangiamento più brillanti della band, ormai di stanza a Portland, tra brani più scansonati e irriverenti (“Picking Dragon’s Pockets”), ballate fin troppo groovy (“Remember Yourself”), riffoni rock orecchiabili à laGood News for People Who Love Bad News” (“Life’s a Dream”) e irriverenti à laThe Lonesome Crowded West” (“Speak and Spell [Or Note]”, “Rotten Fruit”).

Queste formule ritornano e si intersecano dentro l’album, arricchite da sapienti elementi di arrangiamento – come i cori nella ballad “Third Side of the Moon”, il doppio registro della marcetta folk/rock “Dogbed In Heaven / Give It A Skeleton” e la gang fischiettante di “Rotten “Fruit” – e riflessioni esistenziali a tratti fataliste (“Knocked down by waves / Well, I’m not just any door, I’m an open door who won’t close no more”).

Delizioso il passaggio strumentale di “Interlude” a precedere “I Cant’ Talk Right Now”, uno dei brani più originali e riusciti dell’album nel suo miscelare toni e stilemi di genere, così come i riff e le figure ritmiche new wave di “Absolutely Necessary Never”, che richiamano altre traiettorie stilistiche in ambito indie come “Reflektor” degli Arcade Fire, “Song About Nothing” e “Look How Far”, con le classiche sbavature e note grottesche che caratterizzano la musica di Brock e soci arricchite dal drumming di Janet Weiss.

In questa vena chiude l’album “Impossibile Someday”, canzone wave e indie che, col suo riff all’unisono suona come un tributo ai Cure degli anni ’00. Quindi sì, i Modest Mouse sembrano divertirsi e, soprattutto, divertirci ancora, invitandoci a prenderci meno sul serio durante le nostra “seconda età” della vita e assai sul serio in studio di registrazione, dove restano magistrali produttori del sound indie più eclettico.

04/08/2026

Tracklist

  1. 1. Picking Dragons’ Pockets
  2. 2. Remember Yourself
  3. 3. Life's A Dream
  4. 4. Third Side Of The Moon
  5. 5. Dogbed In Heaven / Give It A Skeleton
  6. 6. Interlude
  7. 7. I Can't Talk Right Now
  8. 8. Speak 'N Spell (Or Not)
  9. 9. Rotten Fruit
  10. 10. Knocked Down By Waves
  11. 11. Absolutely Necessary Never
  12. 12. Song About Nothing
  13. 13. Stoner Party
  14. 14. Look How Far...
  15. 15. Impossible Somedays