C’era un tempo in cui il Britpop non era soltanto inni da stadio, spocchia working class e derivazioni dei Beatles passate al setaccio delle chitarre distorted. Nel bel mezzo della tempesta di metà anni Novanta, tra le nebbie psichedeliche e i fumi d’incenso, i Kula Shaker seppero ritagliarsi un feudo del tutto personale, sintetizzando l’estetica misticheggiante dell’era Flower Power con l’urgenza di un rock ‘n’ roll viscerale e sfrontato.
A trent’anni esatti dall’uscita del loro fragoroso esordio, “K” (1996), la creatura di Crispian Mills si appresta a compiere un gesto tanto audace quanto affascinante: non la classica ripubblicazione infarcita di rimasterizzazioni e outtake d’archivio, bensì una vera e propria riregistrazione interamente analogica dell’opera originale. Il progetto, battezzato “K-Reinkarnate”, vedrà la luce il 5 febbraio 2027 per l’etichetta di proprietà della band, la Strange F.O.L.K. Records.
Ad anticipare il disco arriva una versione fiammante e rielaborata di “Govinda”, manifesto spiritual-rock che ha segnato indissolubilmente l’immaginario del quartetto. A tal proposito, Crispian Mills ha ricordato con un pizzico di nostalgia:
“Govinda fa parte del nostro DNA fin dal primo giorno. È stato il primissimo pezzo che abbiamo mai suonato, quando ci intrufolammo di nascosto sul Krishna Stage a Glastonbury nell’estate del 1993. Per molti versi è la canzone che ha finito per definirci, permettendoci di scolpire un’identità e un sound unici nel bel mezzo del caos del Britpop, mentre decine di band sgomitavano per un briciolo di attenzione. A pensarci oggi, con la sua matrice kirtan, era un brano decisamente in anticipo sui tempi. Certo, George Harrison aveva tracciato la via per primo con ‘My Sweet Lord’, e noi eravamo completamente ipnotizzati da quell’universo.”
In concomitanza con la release, i Kula Shaker intraprenderanno un lungo tour da headliner tra Regno Unito ed Europa nei mesi di febbraio e marzo 2027. Un’occasione ghiotta per i nostalgici dell’era raga-rock, anche se — com’è ormai amara consuetudine per certi itinerari continentali — la penisola italiana è stata rigorosamente tagliata fuori dalle date annunciate.
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