Dopo l’improvvisa cancellazione del tour europeo 2026,
Neil Young interviene direttamente per spiegare le ragioni dello stop. Il cantautore canadese ha risposto ad alcune lettere dei fan pubblicate sul proprio sito ufficiale, aggiungendo qualche dettaglio rispetto al comunicato diffuso nei giorni scorsi.
Il “Love Earth Tour”, previsto insieme ai Chrome Hearts, avrebbe dovuto prendere il via il 19 giugno 2026 da Manchester, con una serie di date in Europa e una conclusione programmata in Italia. In calendario c’erano anche due appuntamenti nel nostro Paese: il 14 luglio al Lucca Summer Festival e il 16 luglio a Villa Manin, entrambi annullati.
A un fan che chiedeva chiarimenti sulle sue condizioni, Young ha risposto in modo diretto: “All is good Michael. Just needed a break. Listening to my body”. Nessuna emergenza, quindi, ma l’esigenza di fermarsi e prendersi una pausa, seguendo i segnali fisici. Anche a chi sollecitava una spiegazione più articolata, il musicista ha ribadito di aver bisogno di tempo, senza entrare in ulteriori dettagli.
In occasione dell'annuncio dell'annullamento del tour, Young aveva pubblicato questo messaggio attraverso i suoi Neil Young Archives, le pagine digitali ufficiali dell’artista canadese: "Ho deciso di prendermi una pausa e questa volta non farò il tour europeo. Grazie a tutti quelli che hanno comprato i biglietti. Mi dispiace deludervi, ma non è il momento giusto. Adoro suonare dal vivo e stare con voi e i Chrome Hearts. Con affetto, Neil. State bene".
Uno spiraglio resta aperto sul fronte live: interpellato sull’ipotesi di un tour negli Stati Uniti per “unire le persone” nell’attuale clima politico, Young ha assicurato che proverà a organizzarlo. Negli ultimi mesi l’artista canadese ha mantenuto un profilo pubblico attivo anche sul piano politico. Ha messo gratuitamente a disposizione la propria musica per gli abitanti della Groenlandia, in segno di solidarietà dopo le dichiarazioni di Donald Trump sull’ipotesi di un’annessione agli Stati Uniti, e ha diffuso una lettera critica nei confronti del presidente americano.