La rivelazione di Steve Lillywhite: “Lavorare con i Rolling Stones è stato un inferno”

05-02-2026
Con una carriera costruita accanto a nomi centrali della storia del rock, Steve Lillywhite non ha mai nascosto di aver vissuto anche esperienze professionali estremamente complesse. Tra queste, una spicca su tutte: la collaborazione con i Rolling Stones a metà degli anni Ottanta, da lui stesso definita una delle più difficili in assoluto.
Nel 1985 Lillywhite venne chiamato a produrre il diciottesimo album in studio della band, "Dirty Work". Il gruppo inglese era allora attraversato da tensioni profonde, concentrate soprattutto nel rapporto ormai logorato tra Mick Jagger e Keith Richards. Come ha raccontato il produttore in un’intervista al podcast Word in Your Ear, i due leader comunicavano a malapena: "Si saranno parlati forse per un’ora in tutto il periodo delle registrazioni. Non stavano mai nella stessa stanza".
In quel contesto Lillywhite si ritrovò a svolgere un ruolo che andava ben oltre quello di produttore. Divenne una sorta di intermediario permanente, costretto a tradurre messaggi da una parte all’altra. "Uno veniva da me e diceva ‘bla bla bla’. Io andavo dall’altro, che rispondeva ‘diglielo tu, bla bla bla’". Una situazione che lui stesso ha descritto con ironia amara, paragonandosi a un diplomatico di professione: "Dicevo di essere Henry Kissinger".

Nonostante il clima teso, "Dirty Work" uscì nel marzo del 1986 e ottenne risultati commerciali solidi. Le fratture interne alla band impedirono però qualsiasi reale promozione dal vivo: l’album non venne accompagnato da un tour, segno evidente di quanto il conflitto fosse arrivato a condizionare anche le scelte operative.
Col senno di poi, Lillywhite riconosce che quell’esperienza, pur durissima, gli lasciò un insegnamento fondamentale. In studio, spiegò, è essenziale non chiudersi mai: mantenere le porte aperte e consentire la presenza di persone esterne può aiutare a individuare problemi che, dall’interno, restano invisibili. "Quando qualcuno entra e ascolta un mix approssimativo, improvvisamente capisco cosa non funziona. È come sentire il brano attraverso orecchie diverse, e a quel punto so cosa va cambiato". Un inferno, dunque, ma anche una lezione decisiva nella formazione di uno dei produttori più influenti degli ultimi quarant’anni.

Nel frattempo, si susseguono le voci oltremanica: i Rolling Stones sarebbero al lavoro su un nuovo album, a due anni di distanza dalla pubblicazione di "Hackney Diamonds". Ma non è tutto: a dispetto dell'età, Mick Jagger e compagni starebbero già pensando anche a un possibile tour.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Sun, Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Steve Jordan avrebbero iniziato a registrare il successore di "Hackney Diamonds" lo scorso aprile. Attualmente, la band inglese avrebbe già completato tredici brani presso i Metropolis Studios di Londra.
Una fonte vicina al gruppo ha rivelato al Sun: “Inizialmente si pensava di portare quest’estate il grande tour statunitense anche nel Regno Unito e in Europa, ma i promoter non sono riusciti a trovare le date adatte. Così gli Stones hanno deciso di tornare in studio per concentrarsi sul nuovo album. È una sorpresa enorme per i fan, che quest’anno non avranno modo di vederli dal vivo”. Alla produzione c’è di nuovo Andrew Watt, già al lavoro su tre brani di "Hackney Diamonds", ora nuovamente coinvolto nel progetto.
Al momento, non è arrivata alcuna conferma ufficiale da parte della band né sull’uscita del nuovo album né su eventuali piani per il tour. Quel che è certo, però, è che già prima dell’uscita di "Hackney Diamonds", nel 2023, Mick Jagger dichiarava al New York Times di non considerare quel disco come l’ultimo della loro carriera, anzi, affermava che gran parte del materiale per un futuro lavoro era già pronto. Un’idea condivisa anche da Keith Richards, che nello stesso anno – intervistato da SiriusXM – dichiarava: “C’è ancora tanta roba in sospeso. Ci sarà sempre un altro album, finché non crolliamo… È questo che facciamo. Portare avanti i Rolling Stones fino alla fine”.

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