Morto Billy Bass Nelson, il bassista originale dei Funkadelic

03-02-2026
Billy Bass Nelson, bassista statunitense e figura chiave nella nascita dei Funkadelic, è morto sabato 31 gennaio all’età di 75 anni. La notizia è stata diffusa attraverso la pagina Facebook ufficiale di George Clinton e del collettivo Parliament-Funkadelic, senza indicazioni su luogo e cause del decesso, come riportato dal New York Times. Nelson era da tempo in cure palliative; nelle settimane precedenti erano circolate informazioni inesatte sulla sua morte.

Nato il 26 gennaio 1951 a Plainfield, nel New Jersey, con il nome di William Nelson Jr., aveva iniziato la sua carriera come bassista di supporto per i Parliaments, gruppo doo-wop guidato da Clinton. Fu proprio quest’ultimo a coinvolgerlo in un nuovo progetto che, nel 1967, avrebbe preso il nome di Funkadelic, denominazione alla quale Nelson contribuì direttamente. La band impose fin da subito una miscela inedita di funk, rock psichedelico e attitudine sperimentale, destinata a lasciare un segno profondo nella musica afroamericana degli anni Settanta.
Il suo apporto fu determinante nei primi dischi del gruppo: "Funkadelic" (1970), "Free Your Mind … And Your Ass Will Follow" (1970) e "Maggot Brain" (1971), lavori nei quali Nelson figurò come bassista, co-autore e voce.
Parallelamente alla musica, contribuì anche all’estetica provocatoria della band, diventando noto per performance teatrali e trovate visive in linea con lo spirito irriverente del progetto.



Nelson fece parte del nucleo storico del P-Funk, poi riconosciuto ufficialmente con l’ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame nel 1997 insieme ad altri quindici membri del collettivo. Dopo una controversia economica con Clinton lasciò i Funkadelic, proseguendo la carriera come session man e collaboratore. Tra i contributi più rilevanti di questo periodo figura la partecipazione a "Shakey Ground" (1975) dei Temptations.
Negli anni Novanta tornò occasionalmente sul palco con i P-Funk All-Stars e nel 1994 pubblicò il suo esordio solista, "Out of the Dark", firmato con lo pseudonimo O.G. Funk. Una carriera frammentata ma centrale, il cui peso resta evidente nella definizione del suono e dell’immaginario di una delle esperienze più radicali del funk statunitense.

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