Il biopic dedicato a
Joni Mitchell prende forma definitiva. A interpretare la cantautrice canadese sarà Meryl Streep. La notizia, a conferma di un’indiscrezione che circolava già da tempo. è stata ufficializzata da Clive Davis, storico dirigente discografico e fondatore della Arista Records, oggi ai vertici della Sony Music Entertainment.
Il progetto è seguito da circa quattro anni dal regista Cameron Crowe, che ha sottolineato il carattere profondamente personale del film. Crowe ha raccontato di incontrare regolarmente Joni Mitchell, con la possibilità di affrontare con lei qualsiasi argomento, in un dialogo diretto e privo di filtri. L’artista, del resto, ha conservato ogni elemento della propria storia materiale: abiti di scena, strumenti, oggetti personali, ed è ancora proprietaria della celebre casa di Laurel Canyon.
Secondo il regista, questi elementi renderanno il biopic un ritratto ravvicinato e autentico, capace di intrecciare vita privata e percorso artistico, offrendo uno sguardo interno sulla musica e sull’esperienza umana di una delle figure centrali della canzone nordamericana.
Non è la prima volta che l'attrice veste i panni di una musicista: nel 1999 interpretò la violinista Roberta Gasparri in "Music of the Heart" ("La musica del cuore"), per il quale ottenne due candidature agli Oscar, e nel 2026 Florence Foster Jenkins in "
Florence", pellicola sulla storia vera della cantante lirica. Nei panni della giovane Mitchell potrebbero esserci Anya Taylor-Joy o Amanda Siegfried, ma al momento è solo un'indiscrezione non confermata.
Crowe è amico di vecchia data della cantautrice canadese, il cui vero nome è Roberta Joan Anderson: i due si sono conosciuti nel 1979 durante un'intervista per Rolling Stone. In passato ha spiegato che a differenza di altri film su artisti come
Bob Dylan o
Bruce Springsteen, questo biopic non è basato su un libro, ma sul racconto che la stessa Mitchell ha fatto della sua vita.
Ispirata sempre da un romanticismo sofferto e lucido, Joni Mitchell rappresenta la quintessenza della scuola cantautorale al femminile. Le sue testimonianze sul dolore e sulla vana ricerca della felicità sono sublimate nel suo "
Blue". E da allora è diventata la massima esponente del "folk confessionale".
Il suo peso nella canzone d’autore americana è stato determinante: viene riconosciuta come una delle principali figure fondatrici al femminile, accanto a
Carole King e
Laura Nyro. Con il passare degli anni il folk ha progressivamente perso centralità nel suo linguaggio, lasciando spazio a soluzioni sonore sempre più vicine al blues e al jazz. Questa evoluzione l’ha condotta a collaborare con musicisti di primo piano come Pat Metheny, Jaco Pastorius, Herbie Hancock, Michael Brecker e Charles Mingus.
Joni Mitchell è inoltre conosciuta per il forte legame con le arti visive e per un talento pittorico coltivato con continuità. Come ha dichiarato lei stessa, "sono prima di tutto una pittrice, poi una musicista", e questa attitudine si riflette nella cura diretta della grafica e delle copertine dei suoi album, spesso realizzate a partire da dipinti originali o da elaborazioni fotografiche concepite personalmente.