Pulp: guarda la loro esibizione al Tiny Desk Concert

14-11-2025
I Pulp tornano al Tiny Desk con un’esibizione dal taglio raccolto, costruita su un equilibrio accurato tra brani noti, scelte meno immediate e un solo episodio dall’ultimo “More”. L’atmosfera è sobria, quasi cameristica, e il tono dell’insieme richiama volutamente la dimensione narrativa che da sempre caratterizza la scrittura di Jarvis Cocker.
L’apertura è affidata al dialogo fra il violino di Emma Smith e la viola di Richard Jones per una “This Is Hardcore” ripensata in modo elegante e intenso. Da qui la scaletta prende una direzione trasversale, evitando i brani più celebrati e puntando invece su episodi capaci di restituire diverse sfumature della band.
L’unica concessione al presente è “A Sunset”, proposta in una forma ancora più minima; da “Different Class” arriva la delicata “Something Changed”, mentre “His ‘n’ Hers” è rappresentato da “Acrylic Afternoons”.
Per questo Tiny Desk la formazione si amplia a nove elementi. Attorno a Cocker – voce e chitarra – si muovono Candida Doyle alle tastiere, Mark Webber tra chitarra e piano, Nick Banks al cajón, Andrew McKinney al basso, Adam Betts a percussioni e cori, Jason Buckle alla chitarra, oltre ai due archi che aprono il set. La nota di regia racconta che il gruppo, prima di iniziare, si sarebbe incoraggiato cantando in coro “this will be the very best tiny desk”. 
Guarda qui sotto l'esibizione dei Pulp al Tiny Desk Concert.



Nei giorni scorsi la band di Jarvis Cocker ha incassato un'importante affermazione, conquistando il primo posto nelle classifiche dei migliori album del 2025 di Mojo e Uncut, due dei giornali più autorevoli della stampa inglese, per una volta concordi sulla scelta del disco dell'anno. "More", l'ultima prodezza dei Pulp, è stato ben accolto anche sulle nostre pagine di OndaRock. 
L'ultimo album della band inglese è stato registrato in tre settimane all’Orbb Studio di Londra, a partire dal 18 novembre 2024, con il produttore James Ford. Arriva a 24 anni da “We Love Life” (2001) e segna il primo lavoro in studio dopo la scomparsa nel 2023 del bassista Steve Mackey, al quale è dedicato. Mackey non aveva partecipato al tour di reunion dello stesso anno, che ha segnato la seconda rinascita della band dopo quella del periodo 2011–2015, seguita allo scioglimento del 2010.

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