Queen, Brian May rivela: “A volte con Freddie Mercury ci furono momenti imbarazzanti”. E apre a possibile nuovo materiale della band

27-03-2025
Freddie Mercury è stato senza dubbio l'anima creativa dei Queen, ma, a volte, doveva arrendersi di fronte all’opposizione dei suoi compagni di band. Specie quando alcune sue idee fin troppo esuberanti non incontravano i favori di Brian May. Il chitarrista, in un’intervista a Mojo, ha spiegato come l'entusiasmo travolgente del frontman dovesse, in alcune situazioni, essere contenuto.
"Nel profondo, Freddie era una delle persone più timide che abbia mai incontrato. Ma era così esuberante che tendevi a dimenticartene. Aveva sempre un'energia incontenibile e idee fuori dagli schemi, e noi spesso le incoraggiavamo". Ma non sempre, a quanto pare. "A volte le sue idee erano brillanti, altre volte un po’ meno", ha raccontato May, ricordando la proposta di Mercury per il titolo dell'album del 1989, che poi divenne "The Miracle". "Un giorno arrivò entusiasta e disse: 'Sapete che Michael Jackson ha pubblicato un album intitolato 'Bad'? Bene, ho pensato che noi potremmo chiamare il nostro 'Good'". La proposta incontrò il gelo degli altri componenti della band: "Ci siamo guardati perplessi e gli abbiamo detto: 'Freddie, forse dovremmo pensarci un attimo, che ne dici?'".

Nella stessa intervista, May ha parlato anche della possibilità di nuova musica per i Queen, questa volta con Adam Lambert alla voce. Sebbene si discuta da anni di inediti con il cantante che ormai da tempo guida il gruppo sul palco, finora non è emerso materiale considerato all’altezza. Ma il chitarrista ora non esclude la possibilità: "Potrebbe accadere. Io e Roger scriviamo continuamente, sperimentiamo in studio... Potrei avere l'inizio di una canzone dei Queen proprio davanti a me in questo momento. È solo questione di vedere se l’idea cresce e prende forma". Anche Roger Taylor, lo scorso anno, si era detto possibilista in un’intervista a Uncut: "Io e Brian ne parlavamo di recente e pensiamo di avere tra le mani del buon materiale, quindi perché no? Siamo ancora in grado di suonare e cantare, quindi non vedo perché non dovremmo".

Freddie Mercury è stato la star indiscussa dei Queen, colui che ha contribuito in modo determinante al loro grande successo mondiale con la sua vocalità poderosa e le sue performance dirompenti sul palco. Eppure, all'inizio il resto della band inglese nutriva dei dubbi sul cantante e lui stesso non si sentiva sicuro della sua voce. A confidarlo è stato il chitarrista Brian May, durante una recente sessione di domande e risposte. May ha rivelato che i Queen si erano interrogati sulla scelta di collaborare con Mercury nel 1970: "La prima volta che abbiamo lavorato con lui, era un po’ destabilizzante," ha spiegato. "Correva ovunque e urlava in modo incontrollato. Ci chiedevamo: 'Funzionerà?'".
Secondo May, Freddie non era ancora il frontman affermato che sarebbe diventato, e la sua personalità esuberante divideva il pubblico: "Alcuni lo trovavano brusco, ma tutti lo trovavano interessante e divertente. Tuttavia, non era ancora il Freddie Mercury che conosciamo". Il cambiamento arrivò durante le prime sessioni demo nel 1971. Una volta in studio, Freddie ascoltò la sua voce registrata e non ne fu soddisfatto: "Disse subito: ‘Non mi piace. La rifaccio’", ricorda May. La determinazione di Mercury lo portava a registrare più volte finché non otteneva il risultato desiderato, diventando sempre più consapevole del suo potenziale e trasformandosi rapidamente nel cantante che aspirava a essere.
May ha evidenziato che questo processo richiese un lungo periodo, un perfezionismo che sarebbe durato per tutta la carriera dei Queen: "Ogni nuovo album era un’occasione per Freddie di spingersi oltre, ascoltava le registrazioni e cercava costantemente di migliorarsi, con più passione e intensità. E tra di noi ci incoraggiavamo a vicenda, spingendoci continuamente a dare il meglio".

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