I Giardini di Mirò annunciano lo stop alla loro attività: “Siamo andati oltre le aspettative”

24-11-2024
Hanno contribuito allo sviluppo della scena indie-rock italiana a cavallo tra fine Novanta e nuovo millennio. Dal post-rock degli esordi, la loro musica si è progressivamente evoluta, assorbendo influenze, soprattutto anglosassoni, ma senza rinunciare a una sua peculiarità tutta italiana. Ora, però, per i Giardini di Mirò è arrivato il momento di fermarsi. La band di Cavriago ha annunciato con un post di commiato una pausa a tempo indeterminato dalle attività musicali. La fine di un percorso iniziato col sogno di "migliorare la nostra realtà con la musica. Un furgone, le chitarre scrause, un po’ di DIY e un sogno: suonare, fare tour, registrare dischi”.
“Siamo andati ben oltre, ma tranquilli, non siamo diventati particolarmente ricchi o troppo famosi - sottolineano i Giardini di Mirò nell'annuncio - Qualcosa di bello lo abbiamo fatto. Non solo per noi, ma anche per chi ci ha seguito, scritto recensioni, comprato valanghe di dischi”.
Nel 2021 la band aveva pubblicato il 12” "Del tutto illusorio", singolo/suite di quasi venti minuti che seguiva a distanza di tre anni l’ultimo album, "Different Times".



Il vertice insuperato di Jukka Reverberi e compagni rimarrà il disco d'esordio, datato 2001. Nel passaggio storico tra un millennio e quello successivo, "Rise And Fall Of Academic Drifting" ha rappresentato la fotografia di un momento irripetibile per la scena italiana, che usciva dalla tradizione degli Ottanta e Novanta per tuffarsi in qualcosa di nuovo, di diverso. L'esordio "lungo" dei Giardini di Mirò non è, infatti, soltanto il monumento insuperato del post-rock in Italia. È anche, inconsapevolmente, uno dei dischi che danno il via a una scena tutta nuova, che oggi chiamiamo indie e che forse per la prima volta in assoluto osava guardare anche al di fuori degli angusti confini italiani, prediligendo anzi dialogare con pubblici e artisti stranieri. È anche il punto di contatto con un'altra esaltante epopea in parallelo, quella di Homesleep, l'etichetta bolognese che per tutti gli anni Zero avrebbe dettato le coordinate del suono underground italiano. Negli 80 chilometri di Via Emilia che collegano Cavriago a Bologna c'è l'istantanea di un momento storico che vale la pena di fissare, una volta per tutte.

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