Il
Concertino dal Balconcino è un luogo, oltre che un progetto artistico , nel cuore di Torino. Un salotto culturale all'aperto, rumoroso, dissonante e libero, in cui Daria Spada e Maksim Cristan si esibiscono da dodici anni portando il loro punk lirico, letteralmente gettandolo alla gente, dal loro balcone, e dando voce a una ricerca che gioca a scovare il meglio dell'
underground torinese per ospitarlo, di nuovo letteralmente, a casa loro. Per questo dal Balconcino passa di tutto, artisti, poeti, teatranti, e nasce un'idea davvero originale di spettacolo inteso come rito collettivo vissuto insieme, con le persone, invitando gli artisti a casa propria "come per fare festa", come ci ha spiegato la Spada. "Perché essendo quasi tutti artisti le persone che conosciamo, per noi cambia: invece di dire facciamo una festa, facciamo un balconcino e le persone arrivano". Lei cantante lirica e lui chitarrista punk, uniti dal progetto Mccs Punk Lirico che di recente, diventato una formazione a quattro con l'aggiunta di Michelangelo Tommaso e Michele Garbolino, ha preso una piega ancora più ruvida, contraddistinto da testi di un'ironia lucida e pungente, sempre davvero divertente, che mantiene anche nelle presentazioni video, in modo spesso provocatorio, quel senso di "fatto in casa" e di crudezza che dovrebbe distinguere il miglior
punk.
Questa volta però, nella serata di domenica 29 ottobre, proprio in occasione del dodicesimo anniversario del loro progetto, hanno allestito uno spettacolo diverso, istituendo un premio dedicato a Guido Lamberti, figura carismatica del panorama italiano degli
anni 60, intellettuale, cantautore, drammaturgo e poeta, intercettato, si potrebbe dire scovato, dalle ricerche del nostro duo. A Lamberti, conosciuto in arte come Ugolino, quando emergendo dalla scena genovese aveva rappresentato una breve fiamma nelle classifiche dell'epoca, vengono attribuite le origini di un certo cantautorato ironico e dissacrante che, passando da
Rino Gaetano e soprattutto da
Edoardo Bennato, il quale infatti lo ha riconosciuto come suo grande ispiratore, è arrivato fino a
Elio e le Storie Tese. Come ci spiega la Spada, i testi di Lamberti, da "Che bella giornata" a "Meno male", colpiscono per il modo diretto e fortemente ironico di guardare alla società, svelando il bluff già negli anni del boom economico, con un sentimento di disincanto agli albori, a cui ora noi, in piena depressione, non possiamo che accodarci. Del resto il filo conduttore che ha avvicinato il duo del balconcino a Lamberti potrebbe essere stato proprio quella sorta di purezza che trapela dalla carriera di quest'ultimo, essendo emerso in modo quasi esplosivo con "Che bella giornata", con un modo di cantare fisico, performativo, con pochissime prese di fiato, e arrangiamenti a tratti anche complessi, e poi improvvisamente eclissatosi, ritirandosi ad Aosta per dedicarsi al teatro e fondare una propria compagnia. "Ero partito a cantare per abbattere muri ma mi ero ritrovato, per tutti i compromessi che chiedeva l'industria discografica, ad aggiungere mattoni", ha spiegato durante la serata torinese.
Una purezza perfettamente in linea con la ricerca del Balconcino che anche in questa occasione ha proposto uno spettacolo definito dagli stessi autori "glamour consapevole", farcito di richiami politico esistenziali, con Maksim Cristan presentatore istrionico, simpatico e sregolato. Ha vinto la gara Paolo Rigotto, cantautore torinese classe 1973 e già finalista del premio Bindi 2020, con una sorta di progressive rock demenziale dal titolo "Scemi in paradiso". Una gara strana però, dove la cosa più bella era la rilassatezza dei partecipanti. Una gara in cui sembrava quasi che si divertissero tutti.