Addio a Charles Bradley

23-09-2017
Charles Bradley, "l'aquila urlante del soul", si è spento a Brooklyn all'età di 68 anni. L'artista era malato da tempo: l'anno scorso aveva annullato un tour a causa di un cancro allo stomaco poi sconfitto, ma in seguito ripresentatosi propagandosi anche al fegato. Purtroppo a nulla sono valse le cure e la promessa fatta ai fan di "tornare più forte di prima".

Originario della Florida, Bradley ha esordito nel 2011 con l'album "No Time For Dreaming", all'età di 63 anni, dopo una vita avventurosa fatta di lavori occasionali e innumerevoli esperienze difficili. Il suo amore per la musica iniziò nel 1962 dopo aver assistito a un concerto di James Brown all'Apollo (Bradley ha sbarcato il lunario per anni proponendosi come imitatore del leggendario cantante), ma le sue ambizioni non riuscirono mai a concretizzarsi fino all'incontro con Gabriel Roth, cofondatore della Daptone Records, che nel 2002 lo mise sotto contratto. Al lancio della sua carriera contribuì anche il documentario di Poull Brien "Soul Of America" (2012), incentrato sulla sua biografia, fino alla consacrazione con gli album "Victim Of Love" (2013) e "Changes" (2016). Bradley è stato particolarmente apprezzato per l'intensità delle sue interpretazioni, specie nelle coinvolgenti esibizioni dal vivo.

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