Rinnegato – Vita e canzonette di Edoardo Bennato

04-08-2025

Titolo: Rinnegato - Vita e canzonette di Edoardo Bennato
Autore: Francesco Donadio
Editore: Il Castello (2025)
Pagine: 376
Prezzo: 22 €

Francesco Donadio - Rinnegato - Vita e canzonette di Edoardo BennatoEdoardo Bennato è sempre stato un personaggio per niente facile e poco allineato, per dirla con Fossati. Sfuggente, allergico a ogni etichetta o scuderia politica, incarna da sempre una delle voci più originali della musica italiana. Un Peter Pan impertinente, con il sacro fuoco del rock nelle vene e la lingua più tagliente di una vipera. Anche se inevitabilmente lo scorrere degli anni lo ha messo alla prova. Il figlio della Bagnoli metallurgica ferita nell’onore non ha mai smesso di lottare contro “i draghi del potere”, ma ha scoperto da tempo che sono “fatti di cartone”, unendo al suo proverbiale sarcasmo una visione disincantata ma non priva di speranza sulle sorti umane. A cominciare da quelle di un’Italia che, attraverso i suoi dischi, è riuscito a dissezionare in tutti i suoi innumerevoli paradossi e contraddizioni. La sua carriera ha alternato intuizioni geniali, provocazioni, cadute e riscatti, sempre all’insegna di un’indipendenza assoluta. Ed è a questo spirito che rende giustizia "Rinnegato – Vita e canzonette di Edoardo Bennato", la nuova biografia firmata da Francesco Donadio e pubblicata per Il Castello nella collana Chinaski.
Il titolo non è solo una citazione del brano omonimo del 1973, ma una sorta di dichiarazione d’intenti: Donadio racconta Bennato come un artista perennemente fuori posto, uno che ha fatto della disobbedienza una bandiera, della contraddizione un linguaggio, dell’ironia una lama affilata come quella del suo Capitan Uncino. Impossibile non volergli bene, comunque la si pensi, specie vedendolo ancora saltare sul palco come un rocker adolescente, a dispetto delle sue 79 primavere. Donadio però riesce a dribblare le insidie dell’agiografia, così come l’aneddotica spicciola: la sua narrazione, che abbraccia oltre mezzo secolo di storia musicale e culturale italiana, è sempre critica, densa, stratificata.

Articolato in forma cronologica, "Rinnegato" parte dall’infanzia di Edoardo Bennato nei Campi Flegrei e arriva fino ai recenti tour teatrali, passando per tutte le fasi della sua carriera: gli esordi tra folk e rock’n’roll, il successo travolgente degli anni Settanta, le scelte più pop e radiofoniche degli Ottanta, l’appannamento degli anni Novanta, le riprese altalenanti del nuovo millennio. Sullo sfondo di un'Italia che cambia, Donadio passa in rassegna la politica e la discografia, la comunicazione e molti scorci di vita privata. Attraverso un articolato lavoro, quasi filologico, unisce i fili tra documenti audiovisivi, estratti delle interviste al protagonista rilasciate negli anni, e testimonianze dirette. Spiccano i contributi dei fratelli Giorgio ed Eugenio, fondamentali per comprendere l’humus artistico e familiare in cui Bennato è cresciuto. Ma si rivela illuminante anche la sequela di interviste, recensioni, testimonianze di familiari e collaboratori. Scopriamo così che un affettuoso De André si prese cura di lui in Sardegna preparandogli il tè con il miele. E apprendiamo da Carlo Massarini del primo incontro negli studi Rai, in occasione di “Per voi giovani”: “Arrivò con il primo disco, e mi fece l’impressione di un tipo strano, un po’ capoccione, molto duro di testa, molto convinto delle sue cose. Aveva quest’aria un po’ sfuggente, non si concedeva mai al cento per cento. Poi lentamente abbiamo imbastito un’amicizia basata sulla simpatia reciproca”.

Il cuore pulsante del volume è però l’analisi discografica: ogni album – da "Non farti cadere le braccia" a "La torre di Babele", da “I buoni e i cattivi” a “Io che non sono l'imperatore”, da “Burattino senza fili” a "Sono solo canzonette" – viene analizzato con rigore critico. Dalla giovinezza nei Campi Flegrei ai primi concertini nella Bagnoli degli anni Cinquanta, passando per il trionfo di San Siro del 1980 di fronte a 80mila persone, fino ai recenti tour nei teatri alla soglia degli 80 anni, Donadio ripercorre ogni passaggio della carriera di Bennato, mettendo in luce le dinamiche produttive, le influenze, i riferimenti testuali e iconografici dei brani più celebri ma anche di tanti altri meno noti e ugualmente importanti per decifrare il personaggio. Non mancano riferimenti letterari, suggestioni iconografiche, confronti con il teatro brechtiano e il sarcasmo dylaniano, sempre in funzione di una lettura che restituisca l’originalità di Bennato. Un artista da sempre dedito a schivare la via maestra. Così mentre i colleghi degli anni Settanta sceglievano la via del lirismo o del racconto intimista, lui costruiva concept-album, indossava i panni del menestrello e del burattino, impugnava il kazoo come emblema dissacrante e contaminava il rock con il teatro, la fiaba, la satira. Con un ricorso al linguaggio popolare come strumento di massa per veicolare contenuti duri, se non addirittura sovversivi.

"Rinnegato" è anche, inevitabilmente, una biografia politica. Non tanto perché Bennato sia stato un artista “militante” – anzi, ha sempre rifiutato l’adesione a qualsiasi ideologia strutturata – quanto perché il suo rapporto con il potere, la società, i media e la cultura dominante è stato da sempre problematico e conflittuale. Donadio ricostruisce con attenzione episodi emblematici: l’epoca delle radio libere, i concerti infuocati degli anni Settanta, l’arresto durante un live per aver insultato un questore, le polemiche con la sinistra che lo accusava di populismo. Né vengono eluse le scelte più controverse del nuovo millennio: la partecipazione alla festa Atreju della destra giovanile, la vicinanza (per lo più mediatica) al Movimento 5 Stelle, le ambiguità di alcune esibizioni “provocatorie” dove Bennato gioca a sovrapporre "Faccetta nera" e "L’Internazionale". Tutto è riportato con nettezza ma senza facili moralismi restituendo il senso profondo di una poetica che ha sempre fatto dell’ambiguità e della provocazione un terreno di libertà espressiva.
Donadio non fa sconti anche quando ricorda i momenti più deboli della sua vicenda artistica: il progressivo scivolamento verso un’immagine più rassicurante, le operazioni discografiche meno convincenti, il declino di una vena creativa che dopo "Un’estate italiana" sembra essersi inaridita.

Ma proprio le contraddizioni e le tensioni sotterranee del personaggio, l’alternanza tra successi e cadute, tra sfrontatezza e insicurezza, contribuiscono a costruire in modo più avvincente la parabola di un artista complesso e mai riconciliato. “Rinnegato” non è solo un libro su Bennato, ma anche un invito a ripensare il rapporto tra arte, società e libertà. E forse anche una lezione implicita: ogni favola è un gioco, ma ogni gioco può diventare anche una forma di resistenza.

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