"Anno 2018/ Chiaro che me lo ricordo/ Guarda sono ancora in volo/ Sopra una nuvola d'oro". Inizia così l'ultimo brano del nuovo album di Frah Quintale, "Amor proprio", targato Warner Music Italy. "Non scendo più" chiude il quinto missile lanciato nel variegato e intasato universo del rap italiano, R&B, urban, street pop, alt pop, dopo quattro anni dall'ultimo "Banzai (lato arancio)" e dopo la parentesi in coppia con Coez in "Lovebars" con annesso tour.
Frah Quintale ha da sempre espresso una certa libertà e virtuosismo musicale e si è distinto soprattutto per la peculiarità delle sue basi oltre che delle liriche. Ciò non l'ha spedito verso l'infinito e oltre, anzi, il rapper bresciano è riuscito negli anni ad abbracciare un pubblico più giovane di lui, punzecchiando anche qualche anta sensibile e curioso alle tematiche e suoni dei propri contemporanei, magari quegli
aficionados del
boom-bap che hanno digerito più o meno l'evoluzione del genere.
L'artista lombardo conferma anche in questa nuova produzione i giochi elettronici alla ricerca di un
sound sempre variegato, eclettico,
synthetizzato e inquadrato brano per brano, vedi "Gelato" il cui il
main theme sembra un
jingle di un videogioco oppure "Occhi diamanti" in coppia con
Joan Thiele dal sapore internazionale stile Jorja Smith quasi sinfonico. Chitarre acid-soul educate come in "La notte" che riporta al più tenero Mac Miller - "guardo in alto e spero che tu guardi giù" per creare un crossover di parole con "Anni che non dormo", brano tra i più struggenti di "Amor proprio" - e le sonorità
à-la Tom Misch.
Pianoforte dosato per rendere l'atmosfera più calda,
cozy, avvolgente e intima: è il caso di "Lunedì blu", che disegna un'immaginaria linea temporale tra i Commodores di "Easy" e Gazzelle. Frah Quintale è un paroliere dell'amore un po' come i suoi colleghi
Franco 126 e
Coez o come
Calcutta, col quale non condivide il suono, ma sicuramente una certa spiritualità emotiva, vedi "Chiodi" e "Lampo".
Frah Quintale ha il potere di sfoggiare una gentilezza espressiva che non tende a svuotare il significato tragico e disastroso delle relazioni e delle emozioni, bensì lo esorcizza per renderlo catartico. Questo non vuol dire che non c'è, ma accoglierlo e cantarlo con stile è il
mood artistico predominante in tutta la discografia e vita dell'artista, che tra musica e pittura trova la sua redenzione.
"A Prescindere" è un
featuring lento e doloroso con
Colapesce, caldo e pungente "come le zanzare" e l'ennesimo esempio di quanto la musica, come la poesia e la letteratura, abbia il dono di trasformare le parole in immagini "perché, anche se ti voglio bene, dirsi addio è molto più triste di un'estate che finisce". La scelta di collaborare con l'artista siciliano rende ancora più reale e nitida l'idea di un ardore emotivo universale che ingloba tutti dai 3 ai 99+ come scritto sulle scatole dei giochi. Frah Quintale è adatto a tutte le età e con "1 ora d'aria, 1 ora d'ansia" ft. Tony Boy apre una parentesi diversa che lo inserisce direttamente in una realtà più giovane e che però rientra in quella capacità di rendere ogni brano un
unicum.
Nell'album ci sono le tante mani che hanno accompagnato e prodotto Frah Quintale sin dall'inizio di questa esperienza come Golden Years, Ceri Wax, Sine, Bruno Bellissimo e Benjamin Ventura, artisti del taglia e cuci musicale capaci di realizzare il miglior design funzionale possibile.
Citando lo stesso Frah Quintale, "Amor proprio" è fare qualcosa per sé stessi indipendentemente da quello che il mondo si aspetta da noi. È un processo al quale serve tempo per instaurarsi, crescere e indirizzarci verso le persone che saremo, è un processo esistenziale che prevede perdita e riappropriazione, chiusure e aperture, miti e falsi miti, aut aut emotivi per cercare quella che poi inaspettatamente può diventare la nostra strada. La cosa importante, come canta nel brano d'apertura dell'album, "Né oggi né domani", è iniziare il sentiero col passo giusto perché "prima di amare gli altri prova a amare te stesso".