Rachel Chinouriri - What A Devastating Turn Of Events

2024 (Parlophone)
indie-pop, r&b

La cantante Rachel Chinouriri, nata in Inghilterra da genitori dello Zimbabwe, dopo aver catturato l'attenzione con i suoi Ep di esordio ha finalmente pubblicato il primo Lp, intitolato "What A Devastating Turn Of Events". Grazie alle prime esperienze discografiche, ha raccolto inviti a festival prestigiosi e ha avuto l'opportunità di aprire concerti per artisti affermati come Lewis Capaldi e Louis Tomlinson. Quest'ultimo lavoro potrebbe costituire per lei un significativo trampolino di lancio verso un più ampio riconoscimento presso il grande pubblico.

Rachel si definisce con orgoglio un'artista indie e ha spesso citato storici gruppi indie-rock e pop-rock inglesi come Oasis e The Libertines come fonti di ispirazione. Queste influenze sono ben visibili nei brani di apertura, "Garden Of Eden" e "The Hills", l'ultimo dei quali è stato scelto come singolo principale. Altrove, però, sembra allontanarsi da questi riferimenti: “Never Need Me”, ad esempio, ha del rock l’idea che ne potrebbe avere Avril Lavigne. La canzone "It Is What It Is" presenta un ritornello accattivante che la avvicina all'R&B e alla black music, uno stile che esplora ulteriormente in “Dumb Bitch Juice”.
A livello vocale, l’artista mostra una notevole versatilità. Nell'eccellente "Cold Call" allunga le corde vocali con uno stile rock crudo e alternativo. Al contrario, nelle ballate sentimentali “Robbed” e “My Blood”, offre una performance appassionata ed emozionante. La title track la vede abbracciare un convincente soul in stile Lauryn Hill, bilanciando fragilità e raffinatezza con un coinvolgimento accattivante.

L'album beneficia del sostegno di un'etichetta affermata come Parlophone, che ha fornito a Rachel l'accesso a professionisti di alto livello. La qualità della produzione è eccellente, con arrangiamenti superbi che rendono il disco un piacere da ascoltare. Tuttavia, vale la pena notare che a volte la personalità sembra svanire nella produzione raffinata. Le radici indie si scontrano occasionalmente con la finitura lucida della produzione, rendendo lo stile meno prominente o perlomeno non ancora ben definito. Nonostante ciò, la cantautrice inglese dimostra di meritarsi l’attenzione ricevuta. Le tracce sono realizzate in modo intelligente, coerenti di per sé e facili da memorizzare: qualità che in fondo ci si aspetta di trovare in un buon album pop.

Tracklist

  1. Garden of Eden
  2. The Hills
  3. Never Need Me
  4. My Everything
  5. All I Ever Asked
  6. It Is What It Is
  7. Dumb Bitch Juice
  8. What A Devastating Turn Of Events
  9. My Blood
  10. Robbed
  11. Cold Call
  12. I Hate Myself
  13. Pocket
  14. So My Darling (Acoustic)




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