Ulfud - Of Existential Distortion

2023 (Dark Descent)
black-death metal
Anche se il boom del black metal islandese sembra aver perso l'intensità e la continuità dello scorso decennio, non sono mancate delle valide proposte nel corso degli ultimi due-tre anni, a cominciare dal ritorno dei Misþyrming ("Með Hamri" è uscito lo scorso dicembre) o da quello degli Auðn. Adesso possiamo aggiungere alla lista questi Úlfúð (da pronunciare ool-wooth), un quintetto di Reykjavik in realtà attivo fin dal 2015 (per loro, solo un acerbo Ep prodotto nel 2018).

I cinque nordici oggi possono contare sull'apporto di due chitarristi dalle caratteristiche differenti, Birkir Kárason (già nei deathsters Narthraal) e Eysteinn Orri, quest'ultimo entrato nella band a partire dal 2019: la sua presenza si rivela decisiva per le sorti del disco, poiché le scorie di marca blackened death del precedente Ep qui lasciano spazio a un corposo black metal aperto alla contaminazione con il death (non mancano affatto le intromissioni melodiche, come nel caso della devastante "Tears Of Terra"). Inoltre, la militanza di Orri con i Nyrst ha influito non poco sul songwriting, dirottando queste otto tracce verso quelle sonorità magmatiche tipicamente islandesi.

Tra i momenti salienti del lavoro, emergono i due pezzi scelti come singoli apripista, "Where Strange Lights Dance" ma soprattutto la conclusiva "Leviathan Dreams", un ruggito tagliente che attraversa con impeto l'isola del ghiaccio e del fuoco, un luogo dove la musica estrema (e non solo) continua a essere plasmata dal territorio e dal contrasto tra il gelo e le fiamme che ribollono nel sottosuolo. Se questo mood vi affascina, "Of Existential Distortion" è un disco da ascoltare fino in fondo.

Tracklist

  1. Where Strange Lights Dance
  2. Tears Of Terra
  3. Mockery Theatre
  4. Faceless
  5. Gods Left Behind
  6. Questions
  7. An Elegy To A Paradise Out Of Reach
  8. Leviathan Dreams

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